Pensione a 64 anni per tutti eliminando due vincoli

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La pensione a 64 anni di età nel 2022 è stata una possibilità per molti lavoratori grazie a due misure. Parliamo al passato perché una delle due misure nel 2023 scompare dai radar del sistema pensionistico nostrano. Ma ci sono ipotesi che prevedono una novità pensionistica che parla proprio dei 64 anni di età come di quella giusta per una misura assolutamente flessibile e vasta. Una pensione a 64 anni per tutti eliminando due vincoli che ne limitano la portata oggi, e riducendo un limite assai restrittivo che ha riguardato la misura che il 31 dicembre scade.

Pensione a 64 anni per tutti eliminando due vincoli rispetto alla anticipata contributiva

Nel 2022 hanno potuto prendere il treno delle pensioni i soggetti che oltre a questa età avevano raggiunto pure i 38 anni di contributi versati. La misura in questione è la pensione anticipata con la quota 102. Misura che il 31 dicembre scomparirà, sostituita dalla quota 103,che parte da una età di 62 anni, ma per la quale servono 41 anni di contributi e non più 38. Ma una misura strutturale nel sistema è la pensione anticipata contributiva. Tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995, e che prima di allora non avevano contributi, nemmeno figurativi, possono andare in pensione con 64 anni di età. Ma ci sono delle limitazioni per questa misura, per la quale però servono solo 20 anni di contribuzione. Quando si parla di pensione a 64 anni per tutti eliminando due vincoli, si parla dell’anzianità di carriera e del limite di imposto della pensione.

La nuova pensione a 64 anni di età con solo 20 anni di contributi, è possibile?

Potrebbe fare capolino al tavolo delle trattative per la riforma delle pensioni la soluzione di estendere a tutti la pensione anticipata contributiva. Oggi la misura è destinata a chi raggiunge i 64 anni di età ed ha completato i 20 anni di versamenti previdenziali, ma solo a due condizioni e cioè:

  • primo contributo a qualsiasi titolo versato successivo al 31 dicembre 1995;
  • pensione liquidata alla data di uscita pari o superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Significa che oltre all’assenza di versamenti prima di una determinata data, si può andare in pensione solo con un assegno che per il 2022 era pari a 1.311 euro al mese circa. Nel 2023 questa soglia sale inevitabilmente. L’indicizzazione delle pensioni aumentando l’assegno sociale che oggi è pari a 468,28 euro al mese, produrrà un aumento del limite minimo di pensione. L’assegno sociale, se l’indicizzazione è pari al 7,3%, potrebbe salire a 502 euro circa. Servirà una pensione più alta di 1.410 euro per poter accedere alla anticipata contributiva.

Eliminare i vincoli per estendere la pensione anticipata a tutti

Entrambi questi vincoli sono quelli che potrebbero essere cancellati. La misura verrebbe estesa a chiunque raggiunge i 20 anni di contributi ed i 64 anni di età. Ed a prescindere dall’importo della pensione. Anche se sembra più probabile che si possa utilizzare, sempre se l’ipotesi diventerà argomento di trattazione, la strada della riduzione da 2,8 ad 1,5 volte l’assegno sociale. Significherebbe ridurre il limite da 1.400 euro circa al mese, a 750 euro circa.

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