Pensioni e aumento età pensionabile: quali potrebbero essere gli effetti del COVID?

Gli effetti del COVID sulla popolazione italiana potrebbero, di fatto, influenzare anche i prossimi adeguamenti dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.
pensione quindicenni

Quali potrebbero essere gli effetti del COVID sulle pensioni? Si è parlato della crescita del PIL che potrebbe influire sui prossimi pensionamenti, andando, di fatto ad abbassare i coefficienti di trasformazione dei prossimi bienni, ma non si è parlato sugli effetti che potrebbero esserci sull’aumento dell’età pensionabile legata all’aspettativa di vita ISTAT.

Pensioni ed effetto COVID

Proprio a tal riguardo ci ha scritto un lettore di Pensioniefisco.it per esporci il suo pensiero:

Buongiorno.
Se posso, vorrei un suo parere riguardo all’effetto della mortalità da Covid sull’aspettativa di vita,che è la base di calcolo per l’età della pensione di vecchiaia e per la pensione anticipata (al di là del blocco fino al 2026 degli adeguamenti per la pensione anticipata).
Secondo me, nel momento in cui si farà il calcolo aggiornato dell’aspettativa di vita, risulterà un calo notevole che, secondo il meccanismo di funzionamento, rimarrà congelato per essere compensato dai successivi aumenti dell’aspettativa di vita una volta che la mortalità da Covid sparirà statisticamente.Quindi per me ci dovremmo aspettare un lungo ‘plateau’, che non farà aumentare l’aspettativa di vita per qualche biennio.
E’ corretto questo ragionamento?

Il ragionamento non fa una piega: con l’aumento della mortalità, ovviamente, cala l’aspettativa di vista anche sulla base dei rilevamenti ISTAT. Proprio per questo motivo gli effetti del COVID potrebbero riflettersi anche sui requisiti di pensionamento dei prossimi anni che potrebbero, di fatto, rimanere congelati fino a quando non saranno compensati dai successivi aumenti.

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Come funzionano gli adeguamenti?

Ad inserire questo meccanismo che prevede di adeguare i requisiti di pensionamento alla speranza di vita, è stata la legge Fornero all’articolo 24, comma 12 (legge 214 del 2011). Questo passaggio della legge Fornero prevede che il requisito anagrafico d’accesso alle prestazioni previdenziali nonchè il requisito contributivo necessario per accedere alla pensione anticipata debbano adeguardi alla speranza di vita.

Attualmente l’adeguamento è congelato per i lavoratori usuranti che accedono alla pensione con il sistema della quote fino al 31 dicembre 2026, allo stesso tempo è congelato anche per i lavoratori gravosi che accedono alla pensione di vecchiaia con almeno 30 anni di contributi (età richiesta 66 anni e 7 mesi) fino alla fine del 2022.

L’adeguamento, attualmente, non è applicato neanche alla pensione anticipata il cui requisito contributivo rimane congelato fino al 31 dicembre 2026.

Ovviamente, però, se a causa del COVID la speranza di vita degli italiani non è aumentata, di fatto non aumenteranno neanche i requisiti per accedere al pensionamento.

Per dubbi e domande è possibile scrivere a: info@pensioniefisco.it
I nostri esperti provvederanno a dare una risposta al tuo quesito in base all’originalità.

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