Pensioni: proroga Ape sociale la via più semplice per il 2022

Proroga Ape sociale 2022, più di una semplice ipotesi.
Pensione anticipata

Nessuna intesa, nessuna sintesi e a dire il vero nessun summit, appuntamento o incontro è stato messo in calendario per quanto riguarda la materia previdenziale che dal 2022 dovrà fare i conti con un evento da non sottovalutare, cioè con la fine di quota 100. E nel frattempo il tempo passa, si avvicina la pausa estiva del Parlamento, il Covid, con la sua campagna vaccinale e con le sue varianti, continua ad essere la priorità del governo a discapito di tutte le altre urgenze amministrative, pensioni comprese.

Ad ottobre la legge di Bilancio dovrebbe essere presentata ed è lì che se ci saranno le condizioni, occorrerà intervenire in materia pensioni con una riforma che più giorni passano e meno facile sembra da realizzare.

Per questo inizia a delinearsi un particolare scenario che è quello di prorogare alcune misure oggi esistenti che serviranno da un lato a prendere tempo e a spostare al 2022 eventuali ipotesi riformatrici, e dall’altro, a far risparmiare soldi allo Stato, perché una riforma costa sempre parecchio a meno che non la si faccia con le “lacrime e sangue” in stile legge Fornero.

Tra le papabili misura che potenzialmente potrebbero essere prorogate con un battito di ciglia c’è senza dubbio l’Ape sociale.

Perché prorogare l’Ape sociale

Se qualcuno parla di proroga di quota 100 ad oggi appare quanto meno fuori strada. Anche se nel governo ci sono due partiti che sono quelli che hanno varato la quota 100 (anche se a dire il vero la Lega di Matteo Salvini è quella che l’ha voluta fortemente e non il Movimento 5 Stelle), anche se Claudio Durigon da tempo ha avanzato anche questo autentico azzardo, quota 100 scomparirà nel 2022.

E si parla di quota 41 o di flessibilità a 62 anni, ma si tratta di misure costosissime e difficili da realizzare, soprattutto alla luce dei tempi ristretti. E così si va a finire dentro il rischio scalone, perché quota 100 oggi consente di uscire già a 62 anni mentre senza questa misura si tornerebbe ai 67 anni e basta della pensione di vecchiaia.

Per questo occorre magari lasciare in pista misure che, anche se limitate come platea, consentono uscite più vicine alla quota 100 rispetto alla pensione di vecchiaia. E l’Ape sociale sarebbe una soluzione, perché anche questa scade il 31 dicembre 2021 e nel 2022, in base alla situazione attuale, non sarebbe fruibile.

Anticipo pensionistico 2022, come funzionerebbe?

L’Ape sociale, dove Ape è acronimo di Anticipo pensionistico, non è una misura aperta a tutti i lavoratori ma solo a determinate categorie. Infatti per chi compie almeno 63 anni di età (e nel 2022 ci sarebbero pure i nati nel 1959 oggi esclusi per evidenti questioni anagrafiche), se disoccupati, caregivers e invalidi, bastano 30 anni di contributi per sfruttare la misura.

Il disoccupato deve essere privo di Naspi da almeno 3 mesi (deve aver completato la fruizione del sussidio per disoccupati da almeno 3 mesi). L’invalido deve avere una percentuale di disabilità accertata e certificata dalla Commissione Medica Invalidi Civili Asl pari ad almeno il 74%. Il caregiver deve avere un soggetto disabile a carico, cioè un parente stretto, a cui presta assistenza da almeno 6 mesi prima di presentare domanda di Ape.

Con 36 anni di contributi invece, è possibile accedere all’Ape sociale come lavoro gravoso. Occorre aver prestato per 6 degli ultimi 7 anni di carriera o per 7 degli ultimi 10 anni di carriera, una attività considerata logorante tra le seguenti 15:

  • Conciatori di pelli e pellicce;
  • Addetti ai servizi di pulizia;
  • Facchini;
  • Conducenti di camion o mezzi pesanti;
  • Conducenti treni e personale ferroviario viaggiante;
  • Gruisti e simili;
  • Infermieri e ostetriche di sale operatorie e sale parto, che operano su turni;
  • Maestre e maestri di asilo nido ed educatori scuola dell’infanzia;
  • Operai edili;
  • Operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
  • Addetti alla cura di persone non autosufficienti;
  • Agricoli;
  • Siderurgici;
  • Pescatori;
  • Marittimi.
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