Pensioni: una soluzione alternativa per chi oggi ha 65 anni

Per chi proviene da un rapporto di lavoro duraturo ed in continuità, l’indennità per disoccupati può essere una soluzione per arrivare alla pensione lasciando prima il lavoro.
pensioni 64 anni

Perdere il lavoro a 65 anni di età senza aver raggiunto il requisito minimo per la pensione di vecchiaia o qualsiasi altro requisito utile alle altre forme di trattamento pensionistico vigenti, può essere un serio problema.

La veneranda età infatti tende ad escludere questi soggetti dal mercato del lavoro, già in crisi di suo tra l’altro.  Trovare una nuova occupazione può essere piuttosto complicato. Ma dall’Inps c’è una soluzione anche a questo e si chiama Naspi, Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

 Si tratta della indennità per disoccupati involontari. E la durata massima di questa indennità calza a pennello a chi oggi ha 65 anni, perché la Naspi può essere percepita per un massimo di due anni ed in generale per la metà delle settimane lavorate nel quadriennio precedente.

Pertanto, chi ha 4 o più anni di lavoro continuativi può percepire due anni interi di Naspi ed arrivare così ai 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia.

La perfetta coincidenza della durata massima della Naspi con l’età di chi è nato nel 1956, rende ciò che per chi perde il lavoro è una necessità, anche una valida opzione per chi stanco di lavorare può chiedere all’azienda di farsi licenziare ed aspettare in Naspi i due anni mancanti ai 67 anni.

Naspi prima della pensione? Si può

Bisogna farsi licenziare abbiamo detto, solo così la Naspi prima della pensione può essere una soluzione. Infatti l’indennità per disoccupati Inps  viene erogata solo a chi perde involontariamente il lavoro. Non si rientra nel perimetro della Naspi con le dimissioni volontarie per esempio, a meno che non si richiami alla giusta causa.

E dal momento che l’operato ultimo del governo spinge verso il dare una mano alle aziende che devono gestire gli esuberi (la vecchia Isopensione o il contratto di espansione sono esempi eloquenti), anche una soluzione del genere può essere valutata.

In pratica si licenzia il lavoratore prossimo alla pensione e con 65 anni compiuti, ed in questo modo il dipendente potrà collocarsi a riposo avendo una fonte di reddito proveniente dall’indennità per disoccupati, in attesa di arrivare alla giusta età per la pensione.

Ma come incide la Naspi sul calcolo della pensione?

Dal punto di vista dei contributi, i periodi di Naspi percepiti sono considerati come versamenti figurativi. E si tratta di contribuzione utile sia al calcolo della pensione (la misura), che alla maturazione del diritto.

Soprattutto in funzione della pensione di vecchiaia, non ci sono particolari regole restrittive quando si parla di contributi figurativi da Naspi. Diverso il caso delle pensioni anticipate o di particolari scivoli oggi vigenti (per esempio Opzione Donna o Quota 100).

In questi casi la contribuzione da Naspi non serve per raggiungere il requisito contributivo minimo, ma serve per la maggiore anzianità (per esempio in Opzione donna valgono solo oltre i 35 anni minimi richiesti).

La Naspi in genere è sempre inferiore alla stipendio percepito, e non potrebbe essere diversamente visto che la regola prevede una erogazione pari al 75 % della retribuzione fino ad una soglia massima che si aggira intorno ai 1.350 euro.

Inoltre dopo i primi tre mesi di fruizione, l’importo cala del 3% al mese (ma per l’emergenza Covid nel decreto Sostegni Bis è stato stabilito che per tutto il 2021 la decurtazione non viene applicata). La contribuzione figurativa da Naspi incide sul calcolo della prestazione.

Ma il lavoratore è salvaguardato dalle regole di calcolo che restano quelle del sistema misto per chi ha contribuzione precedente il 1996. La salvaguardia nasce dal fatto che in sede di liquidazione della pensione, l’Inps calcolerà l’assegno sia inserendo dentro i periodi di Naspi e quindi i contributi figurativi, e sia escludendoli.

La liquidazione della pensione avverrà in base alla via più favorevole al neo pensionato, che sia quella comprensiva dei periodi di Naspi o quella con la neutralizzazione degli stessi periodi.

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