Pensioni usuranti 2021: come evitare di perdere mesi di pensione

La domanda di certificazione del diritto alla pensione può incidere sulla decorrenza.

Pensioni particolari quelle che sono previste dallo scivolo usuranti o notturni. 

Infatti con questa misura si può accedere alla quiescenza già a 61,7 anni di età. 

In anticipo rilevante se si pensa che la pensione di vecchiaia si centra con 67 anni di età. Certo, per la pensione di vecchiaia servono solo 20 anni di contributi mentre per lo scivolo usuranti 35 anni, ma lo sconto è evidentissimo. 

Ma la particolarità della misura è anche quella relativa alla modalità di richiesta della pensione. 

Per approfondire leggi la nostra guida: Pensione: tutto quello che c’è da sapere, la guida

Domande di certificazione del diritto

La pensione in regime usuranti deve passare per forza dalla certificazione del diritto. In altri termini il lavoratore deve prima di tutto chiedere all’INPS che venga ufficializzato e quindi certificato il diritto alla pensione tramite lo scivolo. 

Una richiesta che serve affinché venga confermato che il richiedente rientra in pieno nel diritto a sfruttare la misura. 

Solo dopo, in genere un mese prima di aver completato i requisiti per la pensione, con la certificazione che arriva direttamente al richiedente tramite l’INPS, l’interessato potrà presentare le dimissioni per pensionamento e la domanda di pensione vera e propria. 

Domande in ritardo 

La notizia è che le domande andavano presentate entro il primo maggio dell’anno scorso. Chi non lo ha fatto adesso avrà una pensione posticipata anche di tre mesi. Lo stesso succederà a chi completa i requisiti nel 2022 e non ha presentato domanda entro lo scorso primo maggio. 

Per chi presenta domanda entro il primo giugno, quindi con 30 giorni di ritardo sulla scadenza del primo maggio, la decorrenza si sposta di un mese. Chi magari completa i requisiti a luglio 2021, avendo presentato domanda tra il 2 maggio ed il primo giugno 2020, potrà andare in pensione solo ad agosto. 

Per domande presentate entro 60 giorni dal primo maggio, la pensione slitta di due mesi. E per ritardi ancora maggiori, si perdono addirittura tre mesi. 

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