Prossimo Dpcm maggio, zona gialla, nuovo coprifuoco e riaperture cosa cambierebbe?

In attesa che il quadro dei contagi sia più chiaro si ipotizzano nuovi scenari per il prossimo Dpcm
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Iniziano a trapelare indiscrezioni su quello che bisognerà attendersi nel prossimo Dpcm del governo, quello con le nuove regole anti Covid. In attesa che sia più chiaro il quadro della pandemia, cosa potrebbe accadere con il prossimo Dpcm? La pandemia  è arrivata alla terza ondata e verso la fine di aprile sarà più chiaro come sta andando con i vaccini e con gli effetti che la campagna vaccinale ha sui contagi.

Sempre se i numeri lo consentiranno, probabilmente a maggio si potrebbero avere delle novità interessanti, sia per le regole restrittive che per le riaperture di determinate attività. In base a quanto sembra stiano lavorando governo e tecnici, non è escluso che ci possano essere buone nuove da questi punti di vista.

Le nuove regole, a partire dal nuovo coprifuoco

Ipotizzare un liberi tutti senza regole appare ancora oggi esercizio azzardato. Ma probabilmente bisogna farsi una ragione di questo fatto perché difficilmente verrà autorizzata una estate come la precedente. Ciò non vuol dire che rosse e arancioni saranno le colorazioni che anche a maggio resteranno le uniche previste.

Infatti, sempre a zone, dove sarà possibile si tornerà alle zone gialle, ma anche a un coprifuoco meno rigido di quello odierno, e con le riaperture dei ristoranti a cena per esempio.

Al momento non c’è alcuna sicurezza riguardo alle riaperture e a nuove regole. Non esiste data certa anche perché la maggioranza di governo su questi argomenti è piuttosto indecisa. Ci sarebbero quelli che spingono per esempio verso un coprifuoco dalle 24:00 e non dalle 22:00 e sono gli stessi che già da fine aprile, cioè dalla scadenza dell’attuale Dpcm,  vorrebbero alcune riaperture, magari graduali e da estendere nel tempo fino a giugno.

Anche la FIPE scende in campo

Le prossime settimane saranno quelle in cui si parlerà di riaperture e non di chiusure, questo è quanto ha asserito il Premier Draghi aprendo di fatto alla linea possibilista.

Come detto però restano i dati dei contagi e dell’andamento della campagna vaccinale quelli che faranno al differenza.  Aperture che saranno graduali e settoriali. Infatti sembra che il CTS abbia già chiesto ai musei, ai cinema, ai teatri e a chi si occupa di spettacoli dal vivo, di organizzarsi per capienze tra i 200 ed i 400 posti al coperto e tra i 400 e i mille all’aperto.

Per la ristorazione sarà importante capire se le richieste della Federazione Italiana Pubblici Esercizi di aperture anche a cena in zona gialla e solo per pranzo in zona arancione, in tutti i casi con prenotazione obbligatoria, verranno recepite dal governo. Dal CTS però già traspare l’idea di rispedire al mittente questa ipotesi, ma aprendo a valutare riaperture per chi ha spazi all’aperto.

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