Pure i sindacati dicono ok al Green pass per le badanti

L’obbligo del Green pass per le badanti, pur se fa molto discutere, sembra abbia messo tutti d’accordo.
badanti

Anche nel settore domestico e quindi per badanti e colf, l’obbligo del Green pass scatterà dal 15 ottobre. Le lavoratrici senza certificato verde rischieranno il posto di lavoro, o meglio, resteranno senza stipendio perché considerate assenti ingiustificate se verranno allontanate dal posto di lavoro.

Una esagerazione questa, secondo molti, anche se a dire il vero in tutti i settori lavorativi è così.

Nel settore domestico, soprattutto per le badanti, anche i sindacati da tempo chiedevano questo obbligo. Anzi, a dire il vero, le associazioni dei datori di lavoro chiedevano l’obbligo vaccinale.

Adesso che l’obbligo è stato confermato in toto, dal 15 ottobre, non poteva che essere soddisfatto il commento dei sindacati. Lo dimostra ciò che si legge dallo SPI Cgil dell’Umbria, con le parole di Maria Rita Paggio, segretario generale del sindacato.

Anziani hanno il diritto di chiedere il Green pass

Il nodo della questione è su chi dovrebbe controllare il Green pass alle badanti. “Gli anziani non sono obbligati a richiedere il green pass, ma possono farlo senza alcun problema”, questo ciò che ha detto Maria Rita Paggio segretaria generale dello Spi Cgil Umbria.

Anche la casa di abitazione del pensionato, nonché anziano con badante che lo assiste (tra l’altro spesso in regime di convivenza e quindi residente nel luogo di lavoro) diventa un luogo dove sarà necessario mostrare la certificazione verde.

Non sono obbligati gli anziani, ma se lo ritengono utile, possono chiedere alla badante il Green pass. E quest’ultima sarà obbligata a mostrarlo. Se ne è sprovvista, l’anziano ha il diritto di allontanarla e di lasciarla senza stipendio.

Il tampone alternativa al vaccino, ma costoso

Il decreto ha salvaguardato il lavoratore perché non c’è più la sospensione e c’è la conservazione del posto di lavoro. Nel settore domestico però, un anziano può, per qualsiasi motivo, e fatto salvo il periodo di preavviso da dare alla badante, licenziare la lavoratrice, senza dare giustificazioni.

Questo il punto nevralgico della situazione, che mette le lavoratrici di fronte al bivio, cioè perdere il posto di lavoro o vaccinarsi. Si, vaccino, perché anche se il Green pass può essere ottenuto con il tampone ogni 48 o 72 ore, in base al tipo di tampone ed in base al suo costo, la spesa sarebbe insostenibile per una badante.

Anche scegliendo quello da 15 euro ogni 48 ore, significherebbe spendere oltre 220 euro al mese in media. E visti gli stipendi del settore, che sono nell’ordine di massimo 800/900 euro, togliere oltre 200 euro da questo salario, non è una cosa facilmente digeribile.

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