Quota 102 ad un passo: altro fallimento di Salvini e Lega che propongono un piccolo correttivo

Il Carroccio pare intenzionato a dire di si alla quota 102 purché resti tale anche nel 2023 senza salire a 104, si annuncia un’altra sconfitta per Salvini e la Lega
salvini

Non sono certo i tempi migliori questi per la Lega e per Matteo Salvini. E sulle pensioni il Carroccio rischia un’altra sonora sconfitta. Infatti dalle ultime notizie di stampa, contrariamente alle dichiarazioni del leader Matteo Salvini, che ha sempre difeso a spada tratta la quota 100, sembra che la Lega sia intenzionata a sposare la quota 102 che il PD e gli altri partiti di maggioranza hanno pensato come soluzione dal 2022.

La Lega passa quindi dal secco no al ritorno alla Fornero, ad un si alla quota 102, con qualche correttivo che come vedremo, servirà solo a far parlare i rappresentanti del Carroccio in TV, quando diranno che grazie a loro hanno salvato le pensioni per gli italiani.

La Lega e le sue debacle, e adesso anche sulle pensioni passo indietro

Erano contrari al Green pass, e lo hanno approvato anche loro. Erano per la cancellazione del reddito di cittadinanza, ed il loro governo (la Lega è nel governo, non dimentichiamolo), ha stanziato un surplus di dotazioni finanziarie per potenziarlo. Avevano oltre il 30% dei consensi, e adesso sono dietro a Fratelli d’Italia (o quanto meno ormai le due forze del centrodestra sono vicinissime).

Le ultime elezioni amministrative, anche se sono finite con più sindaci di quanti ne avessero prima, hanno sancito la sconfitta del centrodestra, compresa la Lega. La storia recente della Lega è fatta di numerosi passi indietro, di numerosi dietrofront su quelli che loro reputavano cavalli di battaglia.

E sulle pensioni sta per accadere la stessa cosa. È in via di discussione la legge di Bilancio che al suo interno avrà anche il classico pacchetto pensioni. c’è da discutere del dopo quota 100 ed il governo pare sulla strada di introdurre la quota 102, preludio al ritorno alle regole della legge Fornero.

La strada che ha intrapreso il governo è ormai questa, perché per evitare lo scalone di 5 anni del post quota 100, lo si ridurrebbe a 2 anni nel 2022. E poi, con la gradualità che verrà decisa nella manovra, si stabilirà quando passare a 103, 104 e così via, in modo tale da riportare tutto ai 67 anni di età per la pensione di vecchiaia.

La quota 102 ad un passo, anche la Lega si adegua

Sul Green pass Salvini e la Lega dissero, il giorno del loro sì alla misura, che grazie a loro era stato evitato l’obbligo vaccinale. Una cosa da spiegare adesso ai milioni di lavoratori che senza vaccino sono costretti a non lavorare, restare senza stipendio, o evitare il vaccino con un tampone da 15 euro ogni due giorni.

Sul reddito di cittadinanza che non volevano più, quelli della Lega adesso diranno che grazie a loro aumenteranno i controlli contro i furbetti, che si sono potenziate le politiche attive sul lavoro e chissà quale altra assurda giustificazione.

E sulle pensioni accadrà la stessa cosa, perché ciò che si legge sui maggiori organi di stampa odierni è che la Lega sembra sulla via di assecondare le volontà del governo, di accettare quota 102. Ma non si può certo dire sì ad una proposta del genere senza mettere alcuni paletti da spiattellare alla piazza per rispondere alle accuse di aver fato un passo indietro.

Ecco che allora la Lega cerca di evitare che nel 2023 si passi a quota 103 o 104. Il Carroccio vuole che la quota 102 resti nel 2022 e nel 2023. Tutto qua. Salvini e la Lega, che continuavano a dire che la quota 100 andava mantenuta, che non si poteva tornare alla riforma Fornero adesso si trovano ad un passo dal cambiare rotta.

“Grazie alla Lega abbiamo scongiurato per due anni il ritorno alla legge Fornero”, c’è da scommetterci che sarà questa la linea di Salvini e della Lega, che continueranno a restare al governo nonostante tutte queste “sberle”.

Resta il fatto che il loro governo, quello di cui anche loro fanno parte, sta dicendo loro che la quota 100, il loro cavallo di battaglia era misura sbagliata. E lo stesso governo che invece al Movimento 5 Stella ha detto che il loro cavallo di battaglia, il reddito di cittadinanza è misura ottima e da proseguire.

Si tratta delle due misure che Lega e Movimento 5 Stella decisero di inserire come principali provvedimenti del loro governo giallo-verde con Conte Premier. Il Rdc potenziato, la quota 100 bocciata, se c’è un partito, tra M5S e Lega che sembra contare di più per il Premier Draghi e l’esecutivo, senza dubbio è il primo.

E per i pensionati, che Salvini voleva difendere, ecco che dai 62 anni di quota 100 si passa ai 64 di quota 102, sempre con 38 anni di contributi e forse solo per il 2022 o al massimo, come la Lega propone, per due anni. Poi si passerà a quota 104, con l’età che salirà a 66 anni, vicinissima ai 67 anni della pensione di vecchiaia.

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