Reddito di cittadinanza, cambiano requisiti: accesso a più beneficiari, ecco come potrebbe influire in governo Draghi

Ecco come potrebbe cambiare il reddito di cittadinanza con il governo Draghi che potrebbe ampliare la platea dei beneficiari.
Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza con il governo Draghi potrebbe cambiare. Soprattutto i requisiti di accesso che al momento sembrano essere troppo stringenti e non permettono a tutti coloro che hanno realmente bisogno di fruire del sostegno.

Per una volta, quindi, si ipotizzano cambiamenti in positivo con l’eventuale allargamento della platea dei possibili beneficiari del sussidio.  Il reddito di cittadinanza, infatti, pur essendo una misura che ha permesso a moltissime famiglie di affrontare momenti di difficoltà economica, non ha raggiunto davvero tutti coloro che potevano averne bisogno soprattutto in un periodo di crisi sanitaria ed economica come quella che stiamo attualmente vivendo.

Cambiano i requisiti del reddito di cittadinanza?

Le raccomandazioni dell’UE dettate lo scorso  maggio chiedono all’Italia, tra le altre cose, anche di ampliare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza per garantire il gisuto supporto economico anche a coloro che si trovano in una situazione di debolezza e di vulnerabilità a casua del COVID.

La notizia potrebbe rallegrare tutte quelle famiglie che sono state tagliare fuori dalla fruizione del sussidio per il fatto di non rientrare nei requisiti reddituali, patrimoniali e di ISEE.

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Soprattutto oggi, infatti, sembra determinante riuscire a garantire il reddito di cittadinanza ad un numero sempre maggiore di persone soprattutto se questo permetterà l’accesso a coloro che hanno perso il lavoro di recente o si trovano in condizioni non certificabili dall’Isee, visto che si tiene conto dei redditi 2019.

Il piano di rilancio su cui il Governo è chiamato a lavorare nei prossimi giorni, quindi dovrebbe prevedere anche una revisione dei requisiti di accesso al reddito di cittadinanza oltre all’introduzione di politiche attive che consentano di superare la disoccupazione dilagante in Italia. Il Piano in questione, si ricorda, dovrà essere presentato all’UE entro aprile 2021, quindi qualsiasi cambiamento sarà a breve termine.

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