Reddito di cittadinanza e lavoro: in Sicilia parte il progetto per 1400 beneficiari presto al lavoro

Reddito di cittadinanza

Se c’è una accusa che i detrattori del Reddito di cittadinanza fanno alla misura è senza dubbio quella sul mancato funzionamento delle politiche attive sul lavoro. E probabilmente non sono critiche campate in aria dal momento che dal punto di vista assistenziale la misura ha funzionato piuttosto bene visto l’elevato numero di famiglie che lo percepiscono. Famiglie che senza questo sussidio, specie adesso con l’emergenza Covid, non avrebbero avuto sostentamento.

Ma è anche vero che il Reddito di cittadinanza nasce oltre che come sussidio per i disagiati, anche come strumento di politica attiva sul lavoro, perché grazie alla misura i beneficiari avrebbero dovuto avere dei percorsi di riqualificazione professionale, di reinserimento sociale e soprattutto lavorativo. Il punto debole della misura in questi primi due anni di funzionamento è stato proprio questo. Ma in alcuni posti d’Italia qualcosa si è mosso in questa ottica, come dimostra un progetto che in Sicilia, precisamente nel palermitano, sta per partire e riguarda il lavoro per i beneficiari del sussidio.

In 1.400 al lavoro in Sicilia, ecco dove

Progetti di utilità pubblica (PUC), questo ciò che parte in diversi Comuni della Provincia di Palermo.

E sono progetti di utilità pubblica, attività di lavoro a beneficio della collettività, che metteranno al  lavoro 1.400 beneficiari del Reddito di cittadinanza. I progetti riguardano come detto numerosi Comuni della provincia di Palermo. SI tratta nello specifico di Partinico, Borgetto, Balestrate, Trappeto, Montelepre, Giardinello, San Giuseppe Jato e San Cipirello.

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Cosa verrà chiesto ai beneficiari del Reddito di cittadinanza

Parte un importante progetto in Sicilia, un progetto che consentirà ai beneficiari del Reddito di cittadinanza di uscire fuori da quello schema che li voleva semplici beneficiari di un altrettanto semplice sussidio per disoccupati e disagiati. Politiche attive sul lavoro significa proprio questo, perché chi percepisce il Reddito di cittadinanza adesso, nei Comuni interessati, svolgerà lavori di interesse collettivo.

Pulizia del verde, vigilanza, manutenzione e qualsiasi altra azione nell’interesse della collettività, questo ciò a cui saranno chiamati i 1.400 beneficiari del sussidio che adesso rientrano in un progetto che ormai è definitivo dopo l’adesione alla convenzione stipulata dai Comuni siciliani prima citati.

Le attività svolte saranno in sicurezza perché gli addetti verranno assicurati, verranno muniti di dispositivi di sicurezza e di strumenti di lavoro. Inoltre sosterranno le classiche visite mediche di idoneità alle attività a cui saranno chiamati. In Sicilia oltre a questo progetto, che prevede 85mila euro di stanziamento per comperare tutto l’occorrente di cui parlavamo prima, le idee simili sono molteplici. Infatti altri 25mila euro sono destinati ad un progetto di tirocinio che oltre ad alcuni beneficiari del reddito di cittadinanza sarà destinato anche a chi ancora percepisce il sussidio precedente, il Rei o Reddito di inclusione che dir si voglia.

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