Reddito di cittadinanza verso il cambiamento: meno soldi a chi può lavorare

Reddito di cittadinanza al bivio: probabilmente per gli idonei al lavoro spetterà un importo minore e con un altro sussidio.
Reddito di cittadinanza

Diverse sono state le critiche mosse al reddito di cittadinanza dal mondo della politica nelle ultime ore: Di Maio, Tridico ma anche Conte hanno affermato che il sussidio deve essere ripensato e rivisto. E spuntano le prime ipotesi.

La più accreditata sembra quella che vorrebbe sdoppiare il sussidio. Vediamoci chiaro.

Reddito di cittadinanza al bivio

L’ipotesi prevede di sdoppiare il reddito di cittadinanza mantenendolo invariato per chi non è in condizione di lavora ma prevedere un importo più basso per tutti coloro che sono attivabili nel mondo del lavoro. Importi più bassi ma anche sussidio con altro nome.

Da sottolineare che le proposte per migliorare il reddito di cittadinanza che sono giunte sul tavolo del governo sono molteplici e ancora non è  chiaro come l’esecutivo intenda agire al riguardo.

Quello che appare certo è che però il reddito di cittadinanza avrà un restilyng e che sarà anche piuttosto netto.

Il reddito di cittadinanza in 18 mesi è costato all’Italia 10miliardi di euro e sebbene sisia dimostrato molto efficace nel combattere la povertà, sul fronte occupazionale il sussidio si è rivelato un vero e proprio flop.

Su 1,4 milioni di beneficiari che hanno sottoscritto il patto per il lavoro, sono 192.815 lo hanno effettivamente trovato (dati al 31 ottobre 2020).

L’idea è quella di erogare a chi è ritenuto idoneo al lavoro un sussidio ben più basso rispetto a quello che stanno ricevendo ora, ma si tratterebbe di un sussidio diverso, non del reddito di cittadinanza che rimarrebbe invariato per chi un lavoro non può trovarlo a causa dell’età o delle condizioni di salute.

Il nuovo sussidio destinato agli idonei al lavoro avrebbe anche un incentivo in più: quando il beneficiario troverà un lavoro potrà, per un certo periodo, continuare a rivedere anche la metà del sussidio spettante.

Ovvio e scontato lo stop ai navigator: i 3mila tutor hnno, infatti, il contratto in scadenza ad aprile 2021 e nella Legge di Bilancio non sono stati stanziati i fondi per il rinnovo del loro contratto.

Reddito di cittadinanza e COVID

Ovviamente nel periodo dell’epidemia da Coronavirus il reddito di cittadinanza si è rivelato un ottimo strumento che ha fatto da paracadute ed ha, anche, unito il Paese. Ma a quanto sembra uno strumento con la doppia finalità non è stata una buona idea ed ora si pensa a dividerlo.

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