Reddito di emergenza allargato e compatibilità con Naspi, Cig e Reddito di cittadinanza

Marzo, aprile e maggio sono i mesi relativi alle nuove tre mensilità del Rem che viene esteso come platea, ma ancora con vincoli di incumulabilità.
Reddito di emergenza 2021: calendario pagamento INPS

Il decreto Sostegno, già convertito in legge, ha introdotto 3 nuove mensilità di Reddito di emergenza. La misura nata nel decreto Rilancio è stata riproposta in questo nuovo decreto emergenziale e riguarda i mesi di marzo, aprile e maggio.

Molte sono state le famiglie e i singoli beneficiari di questo aiuto previsto dal governo italiano e molte di più potrebbero essere i soggetti destinatari di queste nuove tre mensilità.

Infatti alcune novità non sono altro che un potenziamento della misura che viene estesa a soggetti che nel 2020 e per le 5 precedenti mensilità erano stati esclusi. Restano però alcuni requisiti che limitano la portata del provvedimento, soprattutto per quanto riguarda cause di incompatibilità con altre misure.

Il nuovo Reddito di emergenza

Per chi non lo ha mai percepito o per chi si è visto respingere l’istanza nel 2020, potrebbe essere il caso di riprovarci alla luce delle novità. Infatti la novità riguarda la possibilità di rientrare nella misura per chi ha terminato di percepire la Naspi o la Dis-Coll, ovvero le indennità Inps per chi prede involontariamente il lavoro sia quella per lavoratori dipendenti che per collaboratori.

Inoltre vengono innalzate la soglie di accesso per chi vive in una casa di abitazione in affitto. Per chi si trova in queste condizioni che potrebbero dare diritto alla fruizione del beneficio, occorrerà presentare domanda. Per chi invece risulta beneficiario delle precedenti mensilità 2020, l’erogazione dovrebbe essere in automatico. La domanda dovrebbe essere necessaria anche per chi ha percepito solo le prime due mensilità e non ha riprodotto domanda per le successive.

Soggetti esclusi perché beneficiari di altre prestazioni

Il nuovo Reddito di emergenza ricalca fedelmente la struttura normativa del vecchio. Infatti nel testo del decreto Sostegni si legge il richiamo a quanto previsto nel decreto Rilancio del governo Conte.

All’articolo n° 12 del decreto Sostegni infatti si richiama all’articolo n° 82 del decreto Rilancio, dove di fatto viene confermata l’incompatibilità del Reddito di emergenza con il Reddito o con la Pensione di cittadinanza.

La misura quindi non è compatibile con i nuclei familiari, in cui ci siano componenti percettori del Rdc o della pensione di cittadinanza e nemmeno se ci sono titolari di pensioni dirette o indirette ad esclusione dell’assegno di invalidità.

Naturalmente esclusi anche i nuclei familiari in cui ci sono soggetti titolari di un rapporto di lavoro dipendente, che nel mese di febbraio ha garantito un reddito superiore all’importo del Rem eventualmente spettante cioè 400 euro per i single, 800 euro per le famiglie numerose ed 840 euro per famiglie con disabili all’interno. Inoltre sono incompatibili con il Rem anche qualsiasi altra prestazione ricevuta per via del Covid, come può essere la cassa integrazione, il bonus stagionali o il bonus autonomi.

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