Riduzione affitto e modello di richiesta

Canone di locazione in misura ridotta, ecco la guida.
agenzia delle entrate

Trovare un accordo con il padrone di casa per ridurre il canone di affitto e pagare di meno alla luce di eventuali, sopraggiunte difficoltà? È una cosa possibile che la legge ammette. Ed è una eventualità che mai come adesso può essere considerata attuale. 

Non fosse altro per la grave emergenza Covid che oltre ad essere sanitaria, è soprattutto economica. Molti i cittadini in gravissima difficoltà economica e quindi,  molti si ritrovano nella conduzione di non essere più in grado di sostenere spese come possono essere quelle dell’affitto. 

Riduzione canone di affitto

Inquilino e proprietario di una casa, così come si accordano per stabilire il corrispettivo e le regole relative ad un rapporto di locazione, così possono intervenire per modificarle. E le modifiche possono riguardare anche il canone dovuto dall’inquilino, soprattutto se questo non è più in grado di onorare il contratto precedentemente siglato. 

Basti pensare a colui che a seguito della pandemia adesso ha perso il lavoro, oppure a colui che è in cassa integrazione o colui che ha la sua attività lavorativa chiusa dai provvedimenti del governo. In questo caso non occorre andare a sottoscrivere con il padrone di casa un nuovo contratto di affitto. Infatti si può intervenire ufficialmente cambiando il vecchio, con tanto di comunicazione ufficiale all’Agenzia delle Entrate.

Il governo viene incontro

Naturalmente non è facile trovare il proprietario di casa che accetta di buon grado di ridurre l’affitto ad un inquilino. Se è crisi per l’uno, non è detto che non lo sia per l’altro. Per questo il provvedimento che consente di ridurre l’affitto nasce dal governo italiano.

Sempre per via dell’emergenza Coronavirus, sono stati stanziati contributi a fondo perduto a favore dei proprietari immobiliari che risiedono in Comuni ad alta densità abitativa. 

Si tratta di un fondo che consente per un periodo di tempo limitato, al soggetto in affitto, di ottenere la riduzione del canone, mentre al proprietario che ha concesso la riduzione, di pagare meno tasse, dal momento che farà testo il nuovo importo del canone e di beneficiare di un bonus previsto dallo Stato.

Nello specifico il bonus è pari ad un indennizzo a fondo perduto pari al 50% della riduzione del canone entro il limite massimo annuo di 1.200 euro. Come dicevamo, dopo aver trovato l’intesa con la controparte, occorre presentare la domanda all’Agenzia delle Entrate.

L’accordo va sottoscritto da entrambe le parti e va inoltrato  alla sede dell’Agenzia delle Entrate dove era stata registrata la locazione originari. La riduzione può interessare sia gli immobili ad uso abitativo che quelli commerciali.

Per la variazione non sono dovuti né il bollo né l’imposta di registro. La domanda si presenta on line sul sito istituzionale delle Entrate, oppure tramite email o Pec.  

Il modello prestabilito è il modello Rli (Richiesta di registrazione e adempimenti successivi – contratti di locazione e affitto immobili) e può essere scaricato cliccando sul link precedente.

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