Riforma pensioni, a che punto siamo? Le novità di maggio

Una panoramica di quello che sta accadendo in ambito riforma pensioni ripercorrendo le notizie delle ultime settimane.
riforma pensioni

Anche se ancora è tutto fermo in attesa che ripartano i tavoli di confronto tra governo e parti sociali, mai come ora il tema riforma pensioni è stato più caldo. E nei primi 15 giorni di maggio si sono susseguite ipotesi,  consigli  e dichiarazioni in ambito previdenziale.

Riforma pensioni, le novità

A inizio mese una dichiarazione della ex ministra del Lavoro, Elsa Fornero,  ha tenuto banco tra le notizie principali. Ovviamente serve intervenire per un post quota 100 ma secondo la Fornero è importante non scardinare il sistema previdenziale esistente. Un modo per tutelare la sua Legge? Per approfondire è possibile leggere l’articolo: Riforma pensioni dopo quota 100: Fornero, non scardinare sistema previdenziale.

Nel dibattito politico e mediatico, però, accanto alla necessità di una misura flessibile che permetta l’uscita almeno 5 anni prima (a 62 anni, quindi) rispunta il rischio di una quota 73. Mai sentita, direte giustamente. Si tratta di un report di qualche anno fa in cui si dichiarava che i nostri attuali quarantenni rischiano di accedere alla pensione solo a 73 anni di età. Per approfondire consigliamo la lettura dell’articolo: Riforma pensioni, via 5 anni prima: da evitare il rischio quota 73.

Riforma pensioni, a che punto siamo?

Il tormentone sembra essere l’uscita a 62 anni da realizzare a tutti i costi per dare, anche dopo la scadenza della quota 100 un pensionamento approssimativamente alla stessa età. Ma dalle varie proposte spunta quella che è stata ribattezzata la “quota mamma”, ovvero una agevolazione che permetterebbe alle mamme lavoratrici di avere uno sconto di 12 mesi (sui contributi) per ogni figlio avuto e per un massimo di 24 mesi. Per approfondire è possibile leggere: Riforma pensioni novità 2022: 62 anni e Quota Mamma.

Poi largo spazio alla proposta di Pasquale Tridico, presidente dell’INPS che ha proposto un pensionamento a 62 o 63 anni il cui assegno è calcolato solo sulla quota contributiva della pensione. A questa si sommerebbe la quota retributiva solo al compimento dei 67 anni. Per approfondire la posposta invitiamo a leggere: Riforma pensioni Tridico: a 62 anni ma con contributivo.

Ma ai sindacati questa proposta non piace, ritengono impensabile proporre agli italiani di andare in pensione con solo la quota contributiva (ed hanno anche ragione perchè difficilmente questa quota potrebbe superare i 500 euro mensili). Per capire perchè i sindacati sono contrari alla proposta leggi: Riforma pensioni: i sindacati dicono NO alla pensione a 62 anni.

In ultimo rispunta la quota 41, misura che moltissimi lavoratori voglio ma estesa a tutti e non solo limitata a precoci che rispondono a determinati requisiti previsti dai profili di tutela. La quota 41, tra l’altro sta trovando il favore dei sindacati ed un’apertura anche da parte del governo. Per approfondire leggi: Riforma pensioni con quota 41 per tutti: c’è convergenza tra sindacati e governo.

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