Riforma pensioni dopo quota 100, ancora qualche mese per l’intesa

La ministra Catalfo garantisce riforma pensioni entro giugno 2021.
riforma pensioni: doppio requisito a scelta

Le parole della ministra Nunzia Catalfo sono rassicuranti: ancora qualche mese di tempo per raggiungere l’intesa sulla riforma pensioni che possa garantire la flessibilità in uscita anche dopo la scadenza della quota 100.

Riforma pensioni dopo quota 100

Quindi è solo una questione di tempo e a breve si saprà quale sarà la misura che prenderà il posto della quota 100 in scadenza.  La misura, infatti, pur rimanendo attiva per tutto il 2021 non sarà rinnovata e per evitare lo scalone al suo termine si deve introdurre una misura che garantisca maggiore flessibilità in uscita.

L’intervento sarà di carattere urgente vista la necessità di sopperire alla scadenza della quota 100, ma non bisogna fronteggiare, però, solo la scadena della quota 100 ma anche dell’Ape sociale, rinnovata solo fino alla fine di quest’anno, e dell’opzione donna.

  Visto che i tavoli di confronto, a causa del COVID, si sono interrotti per quasi tutto il 2020, ora si deve fare presto anche se la via migliore sarebbe quella di trovare l’intesa su una misura strutturale che renda possibile superare in modo permanente le criticità della legge Fornero.

La Ministra Catalfo assicura che entro giugno 2021 ci sarà un’intesa che possa garantire una misura per il post quota 100. La misura più probabile al momento sembra essere la quota 102, ottenuta da somma di età e contributi ma con dei paletti: almeno 64 anni di età ed almeno 38 anni di contributi. Molto simile alla quota 100, certo, anche se richiede due anni in più. Ma molto probabilmente la misura porterà anche delle penalizzazioni per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia (che oggi richiede 67 anni). Il taglio potrebbe essere dal 2,5 al 3% per ogni anno di anticipo.

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