Riforma pensioni: e se rimanesse la quota 100 con penalizzazioni?

Tra le varie ipotesi di riforma pensioni prende corpo l'idea di una quota 100 anche dopo il 2021, ma con penalizzazioni.

riforma pensioni

Il dibattito politico continua ad interrogarsi su quella che potrebbe essere la riforma pensioni del prossimo anno.

Quale misura prenderà il posto della quota 100? Perchè, ovviamente, alla scadenza della misura in questione si tornerebbe alle regole dela riforma Fornero con pensione di vecchiaia a 67 anni e pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne.

Riforma pensioni e quota 100

Ovviamente le ipotesi avanzate sono moltissime tra le tante spunta l’idea della quota 41 per tutti con penalizzazioni e con età minima di accesso fissata a 62 anni.

I sindacati continuano a chiedere a gran voce una riforma che permetta flessibilità in uscita a 62 anni.

Una delle tante ipotesi spuntate in queste settimane riguarda, però, anche la possibilità di una conferma della quota 100 dopo la scadenza, ma con penalizzazioni.

In questo modo l’impalcatura della riforma voluta dal governo giallo verde non verrebbe smantellata, ma sarebbe in ogni caso necessario inserire delle penalizzazioni per non pesare troppo sulle casse dello stato.

E le ipotesi di penalizzazione sono sempre le stesse: da una parte il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale, dall’altro penalizzazioni percentuali applicate in base al numero di anni di anticipo.

Appare chiaro che un ricalcolo contributivo porterebbe senza dubbio ad una penalizzazione troppo pensante per il lavoratore (si parla di un 20/22% dell’assegno previdenziale spettante) anche se sis ta studiando un limite (che potrebbe essere del 15%) alla penalizzazione in questione per non portare un taglio troppo drastico all’assegno di chi vuole lasciare con anticipo il mondo del lavoro.

Il limite sarebbe variabile, secondo l’ipotesi, in base al tipo di lavoro svolto, all’età di accesso alla pensione e anche tenendo conto del genere del lavoratore prevedendo penalizzazioni meno pesanti per le donne.

Ovviamente anche in questo caso si tratta di una mera ipotesi perchè al momento nessuno può prevedere quello che accadrà il prossimo anno. Anche se c’è chi annuncia un probabile disfatta derivante proprio dalla prossima riforma previdenziale. Staremo a vedere.