Riforma pensioni: i sindacati dicono NO alla pensione a 62 anni

I sindacati si oppongono all’idea proposta da Pasquale Tridico giudicandola poco idonea alle necessità degli italiani.
Pensione e contributi

I sindacati non vogliono la riforma pensioni proposta da Pasquale Tridico che prevede l’uscita a 62 anni ma con una pensione calcolata solo sulla quota contributiva dei contributi. Per ricevere anche la quota retributiva, invece, è necessario attendere i 67 anni.

E anche se Tridico prevede anche delle agevolazioni per donne, caregiver e usuranti i sindacati si oppongono alla sua proposta: percepire per 5 anni una pensione calcolata solo sui contributi versati dal 1996 in poi appare inaccettabile.

Riforma pensioni no a 62 anni

“Non siamo d’accordo con l’introduzione di nessun sistema di penalizzazione nel calcolo dell’importo della pensione. Tanto meno, per questo, ci piace l’ipotesi di spacchettare in due l’assegno come propone il presidente Inps Tridico. Ma apprezziamo che finalmente ci siano più soggetti a immaginare una flessibilità nel pensionamento che parta da 62 anni . E’ importante che si avverta l’esigenza di un sistema flessibile di uscita: Per questo occorre costruire un ragionamento con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando”, afferma Roberto Ghiselli, segretario Cgil, aggiungendo che “La nostra richiesta di uscita a partire dai 62 è assolutamente sostenibile da un punto di vista finanziario tanto più ora che ci si rivolge a quelle generazioni le cui pensioni saranno calcolate prevalentemente o esclusivamente con il metodo contributivo che non si traduce più in un costo aggiuntivo per lo Stato ma rappresenta solo un diverso modo di distribuire il costo pagato dal lavoratori con i propri contributi”

“La proposta Tridico è estemporanea e fuori da ogni realtà. E‘ un esercizio di fantasia sulle spalle dei futuri pensionati e sarebbe l‘ennesima ingiustizia inflitta ai lavoratori italiani“, ha commentato il segretario confederale Uil, Domenico Proietti

Il segretario confederale CISL, Ignazio Ganga, poi, sottolinea l’inidoneità della proposta: “L’idea di una pensione pagata in due rate non ci sembra idonea. Ma la flessibilità per andare in pensione è un’esigenza colta da tutti, anche dal presidente Inps. Il come sarà costruita dovrà essere oggetto di un confronto con il Governo. E’ per questo che siamo fiduciosi”.

Per approfondire consigliamo la lettura della nostra guida: Pensione: tutto quello che c’è da sapere, la guida

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