Riforma pensioni, le verità tra tante ipotesi e paure

La riforma pensioni sta diventando la paura e la preoccupazione principale dei lavoratori italiani. Aggrappiamoci alle poche certezze.

riforma pensioni

Sui lavoratori vicini all’età pensionabile aleggia lo spauracchio della riforma pensioni.

E’ lecito. Dopo che l’ultima riforma pensioni, la legge Monti Fornero, ha inasprito talmente tanto i requisiti d’accesso ormai fa tremare solo l’accoppiata di parole riforma e pensioni.

Riforma pensioni le poche verità

Al momento oltre che preoccuparci non possiamo visto che di certezze ce ne sono davvero poche. Non sapremo,infatti, quali misure saranno introdotte per affiancare la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata dopo la scadenza della quota 100.

Sappiamo, però, per certo una cosa: dal 1 gennaio 2022 non sarà più possibile andare in pensione con la quota 100. E questa, al momento è l’unica certezza.

Piuttosto che preoccuparci di quale misura verrà inserita per sostituire la quota 100 dal 2022, forse meglio sarebbe attendere con pazienza e senza preoccupazione (per la preoccupazione, in evenienza, c’è tutto il tempo dopo).

Dobbiamo metterci l’animo in pace e pensare che dal 2022 in poi saranno necessari 67 anni di età con 20 anni di contributi oppure, in alternativa 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e uno in meno per le donne.

Se poi verrà una nuova misura dobbiamo mettere in conto che il costo dell’anticipo potrebbe essere interamente sulle nostre spalle (potrebbe prevedere il ricalcolo contributivo o una penalizzazione percentuale per ogni anno di anticipo) visto che attualmente le casse dello Stato non possono permettersi il costo di una copertura previdenziale.

Sappiamo che alla peggio ci restano in ogni caso la pensione di vecchiaia e quella anticipata previste dalla riforma fornero, la quota 41 per lavoratori precoci e anche la pensione anticipata contributiva.