Riforma pensioni, quali prospettive per chi ricade nel contributivo puro?

Il sistema contributivo penalizza i pensionati: quali sono le iniziative per correggere lo squilibrio.
pensione quota 41

I lavoratori sono molto preoccupati per quello che accadrà loro in futuro: accedendo alla pensione, infatti, si rischia di vedere decurtato il proprio reddito mensile anche di molto e la paura più grande è quella di non riuscire ad arrivare a fine mese con la pensione. La paura, nella maggior parte dei casi, è del calcolo contributivo, da sempre definito come meno conveniente per i pensionati.

Rispondiamo ad una lettrice di Pensioniefisco.it che ci scrive:

Ho letto con interesse il vostro articolo e sul peso che le pensioni anticipate stanno avendo e avranno sempre di più sui pensionamenti futuri. Io andrò in pensione fra 5 anni, ossia a 68 anni poiché per me slitta già di un anno in più la possibilità di andare in pensione, inoltre avendo iniziato a lavorare a settembre del 1996 , quale insegnante di scuola primaria a tempo indeterminato, rientro pure tra i ” disgraziati ” che avranno una pensione computata con il sistema contributivo , ossia una miserabile pensione ( reputo che tra qualche anno a questa parte emergerà l’onda di questa sfortunatissima generazione) . Trovo veramente orrendo questa prospettiva futura di povera gente  , che tra l’altro arriverà all’età pensionistica anche con una vita lavorativa che spesso non arriverà al massimo dei contributi visto che si è cominciato ad entrare nel mondo del lavoro sempre più tardi.  Io ad esempio raggiungerò a malapena 31 anni di contributi, cito il mio caso come ce ne saranno molti, per dire che ci si sta occupando tanto di mantenere quota 100  e compagnia bella e non si pensa a correggere o a favorire in qualche modo questa brutta prospettiva che riguarderà tante persone. Trovo questa una grossa sperequazione. Dal vostro osservatorio sapete se ci sono iniziative al riguardo ? Grazie e scusate se sono stata prolissa.

Per approfondire consigliamo la lettura della nostra guida: Pensione: tutto quello che c’è da sapere, la guida

Pensione contributiva misera

Nella maggior parte dei casi la pensione contributiva è meno conveniente e, tra l’altro, laddove troppo bassa non prevede neanche l’integrazione al trattamento minimo. Se, quindi, spetta una pensione più bassa di 500 euro non si avrà diritto a vedersi portare l’importo a 515 euro mensili come accade a chi ha una pensione calcolata con il sistema misto contributivo/retributivo.

Sicuramente il rischio di generare una multitudine di pensionati che non riescono a giungere a fine mese non è così sbagliata. E lo sanno anche i governanti.

Infatti da qualche anno si parla di pensione di garanzia per i giovani (e per giovani si intendono i poveri lavoratori che ricadono interamente nel sistema di calcolo contributivo).

Una della ultime proposte avanzate e per le quali, ormai, si sente una certa urgenza, è quella di fissare un tetto minimo di pensione sotto il quale non far scendere le pensioni degli oggi giovani lavoratori che domani dovranno fare i conti con il sistema contributivo.

Perchè se è vero che con il sistema retributivo si era quasi certi, a fronte di un certo numero di anni di contributi versati, di ottenere una pensione che era l’80% dell’ultimo stipendio, con le pensioni interamente contributive (a meno che non si facciano carriere con retribuzioni molto alte) il rischio è quello di ricevere un assegno che è meno della metà dell’ultimo stipendio portando i nuclei familiari a dover fare i conti con un brusco calo delle entrate.

L’unica iniziativa al riguardo sembra essere quella della pensione di garanzia anche se è stata avanzata l’ipotesi anche di eliminare lo squilibrio dell’assenza dell’integrazione al minimo per le pensioni contributive. Vedremo cosa si farà di concreto, in ogni caso, già con la prossima legge di Bilancio.

Per dubbi e domande è possibile scrivere a: info@pensioniefisco.it
I nostri esperti provvederanno a dare una risposta al tuo quesito in base all’originalità.

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