Riforma pensioni: siamo proprio sicuri di volere una quota 41 per tutti? Attenzione alla trappola

Ma davvero vogliamo una pensione con la quota 41 per tutti con tutte le trappole che la misura potrebbe contenere?

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Con l’introduzione della quota 100 da parte del decreto 4/2019, si era annunciato che alla sua scadenza sarebbe stata attuata una quota 41 per tutti.

E’ normale, quindi, che si speri e si pensi che dopo il 31 dicembre 2021, alla scadenza della quota 100 venga attuato l’ampliamento della quota 41 estendendola a tutti i lavotatori.

Quota 41 per tutti, davvero la vogliamo?

Cosa comporterebbe la quota 41 per tutti? Innanzitutto dovrebbe essere cancellato il requisito che la rende accessibile solo ai lavoratori precoci e poi dovrebbero essere eliminati i paletti  che permettono l’accesso solo ai profili tutelati, gli stessi dell’Ape sociale.

L’ampliamento a tutti della quota 41, di fatto, porterebbe ad un abbassamento del requisito di accesso alla pensione anticipata che attualmente richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

La misura, quindi, andrebbe a modificare la legge Fornero lasciando, di fatto, inutilizzata la pensione anticipata.

Proprio questo porta a supporre che per l’applicazione della quota 41 per tutti sarebbe necessario apporre un limite minimo di età e si era pensato ai 62 anni: si tratterebbe, quindi, alla fine di una quota 103, o, se vogliamo di una quota 100 che anzichè richiedere 38 anni di contributi ne richieda 41.

Ma non basta. Anche in questo modo la quota 41 per tutti costerebbe troppo e proprio per questo dovrebbe essere previsto un sistema di penalizzazioni che ponga il costo della misura non sulle casse dello Stato ma sugli assegni dei lavoratori.

E in questo senso si è pensato ad un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale che porterebbe inevitabilmente ad un taglio abbastanza corposo dell’assegno previdenziale.

Ovviamente non c’è nulla di definitivo in tutto questo, ma se fosse vogliamo veramente una misura di questo genere per rendere più flessibile l’uscita dal mondo del lavoro con un contrappeso non indifferente a livello economico? Prima di sperare in una misura previdenziale è meglio fare i conti con le trappole che potrebbe nascondere.  Per quanto mi riguarda, al momento, stando a queste ipotesi preferisco di gran lunga prendere in considerazione l’idea di una pensione di vecchiaia o di una anticipata ordinaria.