Ristoranti e bar: ecco perché sono posti a rischio contagio da chiudere

Lo scienziato Andrea Casadio spiega perché forse è giusto tenere chiusi i ristoranti, ma qualcosa non torna.
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Durante il consueto appuntamento del giovedì con la trasmissione di LA7, Piazza Pulita è andato in onda un servizio in cui il noto scienziato Andrea Casadio ha fatto il punto sulle modalità di diffusione del Covid in ambienti chiusi come i ristoranti.
Un servizio che il conduttore della trasmissione, Corrado Formigli, ha mandato in onda mentre in collegamento c’erano 4 ristoratori che lamentavano la precaria situazione del settore e chiedevano riaperture mentre discutevano con Beatrice Lorenzin.


Un servizio che ha fatto storcere il naso ai ristoratori con uno di loro che ha dato del”cialtrone” allo scienziato, venendo duramente richiamato da Formigli che invece ha definito l’esperto come uno con gli attributi.
Resta i fatto che nel servizio si afferma che oggi aprire un ristorante a prescindere dalle misure di sicurezza che si possono adottare, alternative alle chiusure, è impossibile.

Il servizio del luminare Andrea Casadio

Andrea Casadio, come spiegano direttamente dal sito ufficiale della trasmissione, “fa il punto sugli studi sul rischio di contagio all’interno dei luoghi chiusi, nonostante le misure di distanziamento o i plexiglass impiegati, ad esempio, nei ristoranti”.
E ciò che ne esce fuori è un avallo di ciò che da mesi il governo ha deciso di fare, cioè chiudere i ristoranti e le attività simili.

“Grazie ai diversi studi effettuati negli ultimi mesi, compresa l’analisi di situazioni di socialità che si sono svolte in ristoranti e sale chiuse, siamo in grado di conoscere meglio di prima quanto è alto il rischio di contagio da Covid in questi contesti”, così lo scienziato ha spiegato da dove esce fuori il sevizio.
Formigli ha garantito che nonostante il servizio sia in forma ironica e goliardica, siamo di fronte ad uno dei massimi esperti in materia.

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“Inizialmente, si pensava che il virus viaggiasse solo attraverso i droplets, goccioline grosse e dunque pesanti, in grado di percorrere al massimo 2 metri parlando o 8 starnutendo. Le ricerche più recenti, invece, mostrano come il Covid si diffonda anche tramite i bioaerosol, goccioline molto più piccole, che possono rimanere in sospensione per ore, rendendo inefficaci le misure di distanziamento”, così l’esperto.
In pratica, in un ambiente chiuso basterebbe abbassarsi la mascherina per addebitare il trancio di pizza per mandare in aria il virus se a mangiare è un positivo.

Ma i ristoratori non ci stanno

Una specie di doccia fredda quella che il servizio ha fatto ai 4 ristoratori che erano a Palermo per un incontro e che sono tra gli aderenti all’iniziativa “Io apro”, in cui molti addetti del settore hanno deciso di trasgredire dal 7 aprile riaprendo.
Ma qualcosa in questa analisi non torna magari non dal punto di vista tecnico, scientifico e medico, ma dal punto di vista dell’operato del governo no che ha messo l’intero settore di bar, ristoranti e simili in ginocchio.


Nemmeno fosse l’unico settore o quasi dove il Covid può creare contagi.
E qualche ristoratore in collegamento con Formigli lo hanno sottolineato.
Gli Autogrill sono aperti, questo ciò che i ristoratori hanno detto a Formigli che però gli ha dato contro affermando che negli Autogrill non si fanno tavolate.
I ristoratori sono arrivati anche a dire che per loro riaprire in sicurezza si può e che se ci sono ristoratori che operano senza sicurezza, le punizioni vanno date, ma non è punendo tutti con le chiusure che si risolve.
Anche perché è dimostrato che in estate quando si riaprì, i numeri dei contagi non erano più gravi di oggi, anzi. E a maggior ragione oggi che tutti sono chiusi, i contagi non sono certo calati.


Tornando al servizio dello scienziato, è evidente che qualcosa non torna.
Ok alle particelle che restano in aria, ma se così fosse non si capisce il perché di è deciso di riaprire le mense a scuola.
Oppure quelle aziendali.


Ma se così fosse, anche se con tamponi fatti e distanziamento, anche le comparsate in presenza in TV, compreso Piazza Pulita, non andrebbero autorizzate. Tra tamponi sbagliati, virus che sembrerebbe non rilevabile inizialmente in incubazione ma trasmissibile, falsi positivi e falsi negativi, tutto è a rischio.
E le chiusure di bar e ristoranti sembrano un accanimento contro un’unica categoria, che tra l’altro in termini di Ristori ha ricevuto poco nonostante ancora ieri, la Lorenzin ha continuato a parlare di 30 miliardi di aiuti che un ristoratore ha contestato in diretta dicendo che non si capisce dove siano finiti.

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