Ristori, tolleranza zero: ecco i furbetti che finiscono sotto la lente

Parte la macchina dei controlli per chi ha ricevuto i ristori grazie a pratiche truffaldine.
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Anche l’aver richiesto ed ottenuto il beneficio dei ristori per l’emergenza sanitaria ed economica per il Covid può rientrare nello spaccato della frode allo Stato. 

E proprio a contrastare queste eventualità che parte la macchina dei controlli del Fisco. 

E come di sa quando parte la macchina, il setaccio è davvero imponente. 

Ecco chi rischia di finire adesso sotto la grande lente di ingrandimento del Fisco italiano. 

Perché scatteranno i controlli

Da un lato la necessità di contrastare i cosiddetti furbetti che anche per i ristori sono abbondanti come per tutte le tasse e i bonus oggi in vigore, e dall’altro per una questione di equità sociale. 

Sono questi i due motivi principali che spingono il Fisco ad inasprire la macchina dei controlli. 

E se la lotta ai furbetti è in atto da tempo, basti pensare alle operazioni su reddito di cittadinanza, l’equità sociale è molto importante. 

Le misure di aiuto al contrasto della povertà che mai come in questo periodo è in aumento, sono importanti ma non inesauribili. Lo stesso vale per i ristori ad autonomi, Partite Iva e professionisti costretti alle chiusure. 

Chi ha percepito aiuti dichiarando il falso, oltre a commettere una frode, ha anche potenzialmente tolto l’aiuto a chi magari ne ha bisogno per davvero o ne ha ritardato l’erogazione. 

Anche la velocità del pagamenti è minata dai furbetti

In linea di massima tutte le misure destinate ai ristori, ai sostegno o agli aiuti, a seconda di come li hanno ribattezzati volta per volta. 

Il Fisco quindi, da un lato cerca di accelerare l’erogazione dei sostegni a chi ne ha davvero il diritto, mentre dall’altro cerca di bloccare i furbi, scovandoli con verifiche approfondite con gli strumenti tecnologici più avanzati e grazie all’utilizzo delle banche dati. 

Soprattutto per le attività di impresa che sono state sospese, chiuse o limitate delle misure di contrasto al Covid, tra fatturazione elettronica, scontrini elettronici e limite all’uso e dl prelievo di contante, il Fisco potrebbe avere vita facile nello scoprire chi ha avuto ristori non spettanti ed ottenuti grazie a strumenti o dichiarazioni fraudolente.

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