Russia e Ucraina. Tra credo e ragione

Roma, 15.03.2022. Togliamoci una volta per tutte il dubbio: credo e ragione non possono coesistere.
Due esempi servono a chiarire.

Il patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca, Kirill, ha sostenuto che la guerra in Ucraina è una crociata contro i Paesi che sostengono i diritti degli omosessuali. Quindi, ben vengano le bombe sugli edifici civili e i morti di donne, bambini e uomini, perché il governo ucraino si è fatto promotore di modelli di vita peccaminosi e contrari alla tradizione cristiana. Tralasciando la richiesta di un intervento di un reparto psichiatrico, ci si chiede come un cristiano possa sostenere tali posizioni: nella scala dei valori la “pratica di un peccato” è più importante della vita umana; quest’ultima si può sopprimere per non accedere alla trasgressione. Il gay pride finirebbe con un rogo.

Torniamo in Italia e, leggendo le dichiarazioni dello storico Luciano Canfora, ci siamo chiesti come sia possibile piegare i fatti al proprio credo (ideologia). Canfora, di tradizione comunista, sostiene che l’attuale presidente dell’Ucraina, Zelensky, sia arrivato al potere dopo un colpo di stato. Non ci siamo con le date. Dopo la rivolta, nel 2014, contro il presidente in carica, Yanukovich (fuggito in Russia), ci furono le elezioni nelle quali vinse Poroshenko, che fu concorrente, nelle successive elezioni del 2019, di Zelensky, il quale vinse con oltre il 70% di preferenze, certificate da organismi internazionali. Insomma, fare un assist a Putin è una scelta del professor Canfora, ma vorremmo che un illustre storico non cadesse nel credo di una ideologia che fa a pugni con la ragione, cioè con la capacità di discernere e di formulare giudizi.

Primo Mastrantoni, Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC

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