Scuola, assunzione docenti precari: il piano del Governo per settembre 2021

Il Governo Draghi con il Ministro dell’Istruzione è impegnato nella messa a punto di un piano che porti all’assunzione di oltre 60mila docenti precari. Ecco le ipotesi al vaglio.
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La questione del precariato nel mondo della scuola italiana, continua a costituire un grave problema. In vista dell’inizio del prossimo anno scolastico 2021/2022, il Governo intende mettere in campo un maxi piano che dovrebbe portare all’assunzione di oltre 60.000 docenti precari, al fine di evitare il ricorso alle tantissime supplenze. Basti pensare che nell’anno scolastico in corso, i supplenti erano circa 200.000.

Per raggiungere l’obiettivo, il Premier Mario Draghi ha chiesto al Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di mettersi all’opera. Come riportato da La legge per tutti, il ministero ha stabilito qualche giorno fa che saranno inseriti 106.170 insegnanti di sostegno, con 14.142 adeguamenti alle situazioni di fatto, in un organico che prevede 620.623 cattedre comuni. I posti attualmente vacanti e quelli per coprire nuove esigenze, restituisce una somma di 60.000 docenti. Ad essi, andrebbero aggiunti anche i 27.500 posti che resteranno vuoti per via dei pensionamenti, per un totale di quasi 90.000 cattedre.

Le ipotesi al vaglio per il piano assunzioni

Per rintracciare circa 90mila docenti, al momento c’è solo il concorso straordinario semplificato svolto nel periodo in cui Lucia Azzolina era la ministra dell’Istruzione, si è in attesa dell’elenco dei 32.000 vincitori. Ciò significa che resterebbero altri 60.000 posti circa da ricoprire, forse 50.000 per via degli ingressi in graduatoria di 10.000 docenti previsti per quest’anno. Tramite concorsi ordinari non sarebbe possibile reperire gli insegnanti necessari per settembre 2021, in quanto l’emergenza Covid ha rallentato le procedure.

Preso atto di ciò, il Governo sta vagliando delle ipotesi alternative. Una prima strada da percorrere potrebbe riguardare lo sblocco della mobilità e l’eliminazione del vincolo dei cinque anni con 100-130mila docenti che potrebbero approfittarne per riavvicinarsi a casa. Mario Draghi e Patrizio Bianchi stanno valutando la possibilità di convocare un corso-concorso semplificato che punti sui titoli di servizio per coinvolgere i precari che sono tali da tantissimo tempo. Esso consisterebbe in un anno di formazione e la successiva immissione in ruolo dall’anno scolastico 2022/2023.

L’altra ipotesi prevede la possibilità del rinvio di un anno della mobilità e la conferma di tutti i precari sui posti occupati ad oggi. Al fine di evitare possibili ricorsi a pioggia, si pensa di stabilizzare i precari in ordine di graduatoria, quindi, escludendo quelli in cattedra attualmente che spesso non sono abilitati.

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