Senza Super Green Pass niente stipendio, non per il Tar

Un primo orientamento dei giudici pare contrario all’aut aut del governo.
green pass

Dal 15 febbraio tutti i lavoratori privi di Green pass rafforzato dovranno per forza di cose essere sospesi senza stipendio. È ciò a cui devono sottostare i lavoratori over 50 per via dell’obbligo vaccinale per questa fascia di età.

Un obbligo da tempo imposto a diverse categorie di lavoratori a prescindere dall’età. E non sono certo mancati i ricorsi e le richieste di intervento dei Tribunali. Resta sempre in piedi una questione costituzionale tra diritto alla salute pubblica e diritto al lavoro come necessità dei cittadini.

SI è detto tutto e il contrario di tutto sull’argomento, ma il governo ha proseguito sulla sua strada, e dal 15 febbraio il colpo definitivo con i lavoratori over 50 che devono essere vaccinati (o essere guariti dal Covid) per recarsi sul luogo di lavoro. Oltre alle multe da 1.500 euro previste per chi non è i regola, anche la sospensione dal lavoro senza stipendio fino ad adempimento (il vaccino) espletato.

Va sottolineato però che il Tar del Lazio, una delle Corti a cui diversi lavoratori si sono rivolti per verificare la correttezza di questi provvedimenti, sembra mettere in luce alcuni dubbi che darebbero ragione ai lavoratori.

Diversi ricorsi a cui il Tar ha lasciato aperta la porta sulla sospensione dello stipendio

Lo stipendio come veicolo per una vita dignitosa è sacrosanto così come il diritto al lavoro nella nostra Repubblica che Costituzione alla mano, resta fondata sul Lavoro. Ma c’è anche il diritto alla tutela della salute pubblica, sempre sancito costituzionalmente. In pratica, un vero rebus, un rompicapo su cui occorrerà tempo, ma qualcuno prima o poi dovrà risolvere.

Per esempio, vanno registrati alcuni ricorsi al Tar del Lazio, presentati da un agente della Polizia Penitenziaria e da alcuni lavoratori delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine. Si tratta di quello spaccato del lavoro statale a cui da tempo il governo ha pensato di imporre di fatto l’obbligo vaccinale, quello che adesso è esteso a tutti gli over 50,lavoratori e non.

Bene, su entrambi i ricorsi il Tar del Lazio sembra abbia sancito che lo stipendio deve essere comunque pagato.

Cosa ha stabilito il Tar del Lazio

“In relazione alla privazione della retribuzione e quindi della fonte di sostegno delle esigenze fondamentali di vita, sussistono profili di pregiudizio grave e irreparabile, tali da non tollerare il differimento della misura cautelare sino all’esame collegiale”

Questa la risposta iniziale al ricorso dell’agente di Polizia Penitenziaria da parte del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Previsto per l’11 marzo l’udienza su questo ricorso, ma già ciò che sottolineano gli ermellini laziali, è più di una apertura alla accettazione di questo ricorso.

E stesso orientamento per gli altri ricorsi di militari e Forze dell’Ordine che saranno dibattuti nella camera di consiglio del 16 marzo prossimo.

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