Siamo alle solite, per badanti e colf il bonus 200 euro rischia di creare problemi

I datori di lavoro domestico e il bonus da erogare alle badanti, ecco le ultime
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Se c’è una particolarità nel rapporto di lavoro domestico questa è senza dubbio la figura del datore di lavoro. Un caso più unico che raro quello di un datore di lavoro che non funge da sostituto di imposta. Questo significa che qualsiasi adempimento fiscale che riguarda colf e badanti, deve essere svolto autonomamente dal lavoratore o dalla lavoratrice. Con tutti i rischi che conseguono dato che spesso si tratta di stranieri che non hanno ben chiara la normativa e i loro obblighi, a maggior ragione se si pensa che tale normativa e tali obblighi sono poco chiari perfino agli italiani. E questo sistema che riguarda la categoria ed il settore, rischia di nuocere pure sul bonus da 200 euro che Draghi ha promesso di dare a tutti.

Le famiglie devono anticipare 200 euro di bonus a badanti e colf?

La struttura di questo bonus da 200 euro in unica soluzione per tutti e come rimborso per gli aumenti del costo della vita, mette in difficoltà tanto i datori di lavoro che i lavoratori del settore domestico. Anche se si tratta di un bonus che non è ancora chiaro visto che servirà un decreto attuativo e naturalmente le varie circolari e istruzioni operative, qualcosa appare chiaro. Sarà un bonus aperto a tutti i titolari di reddito sotto i 35.000 euro. Una platea enorme se il limite di reddito come pare, sarà proprio questo.

Come si riceverà il bonus da 200 euro

E dentro, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, disoccupati, pensionati, beneficiari del reddito di cittadinanza e così via. Tutti con la possibilità di ricevere il bonus in maniera semplice e in linea con qualsiasi altra misura o provvedimento. Per esempio, nel reddito di cittadinanza il bonus potrebbe essere caricato facilmente dall’Inps sulla carta Rdc gialla dove finisce mensilmente il sussidio. Per una grande azienda, il bonus da 200 euro potrebbe finire in busta paga allo stesso modo in cui ci finisce il bonus Irpef da 100 euro al mese per esempio. In questo caso il datore di lavoro andrebbe a compensare il bonus scalcolandolo dalle tasse da lui pagate. E l’Inps potrebbe erogare come somma aggiuntiva alla Naspi il benefit per i disoccupati.

Cosa non funziona per badanti e colf

Il datore di lavoro domestico visto che non paga le tasse a nome del suo dipendente non potrà che scontare il bonus sui successivi versamenti contributivi. Infatti l’unico adempimento di natura economica oltre allo stipendio che grava sul datore di lavoro domestico è proprio il versamento dei contributi previdenziali. Ma si tratterebbe comunque di un anticipare i soldi che vista la pochezza delle pensioni degli anziani, diventa complicato da fare. Il suggerimento che arriva dall’Osservatorio Lavoro Domestico è che si provveda a pagare il bonus senza tirare dentro il datore di lavoro. Magari versando direttamente i soldi per il tramite dell’Inps come è stato fatto per gli indennizzi Covid. Senza però tralasciare di dare tempistiche certe come richiede l’associazione Assindatcolf per esempio. E senza dimenticare uno spaccato importante del settore, cioè le tante lavoratrici in nero.

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