Sondaggi politici: cresce la sfiducia in Draghi e nel governo

Perde consensi Mario Draghi, con il Decreto Sostegni bocciato dagli italiani. Bene Meloni, male Speranza, in calo Conte e Letta.
Sondaggi politici

L’insediamento del nuovo governo Draghi aveva ridato speranze a tutti gli italiani che si erano mostrati critici nei confronti dell’esecutivo precedente guidato dall’ex Premier Conte. Tuttavia, soprattutto nell’ultima settimana, i sondaggi politici EMG Acqua presentati da Fabrizio Masia nel corso della trasmissione di Rai 3 Agorà del 25 marzo 2021, indicano un calo di fiducia nel presidente del consiglio Mario Draghi, ma anche nel suo governo, con la bocciatura netta del Decreto Sostegni approvato sei giorni fa e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22, con entrata in vigore il 23 marzo.

Sondaggi politici oggi: giù Draghi, bocciato il Decreto Sostegni

Il sondaggio Agorà di oggi 25 marzo conferma che, oltre metà degli italiani ripongono ancora la loro fiducia in Mario Draghi. Tuttavia, il trend è discendente, con l’indice di gradimento sceso di ben tre punti rispetto alla scorsa settimana, dal 59% al 56%. E’ il segnale tangibile che le aspettative nell’operato dell’attuale Premier sono state in parte disattese.

L’ipotesi è confermata dal giudizio che gli italiani danno sul Decreto Sostegni, che prevede una serie di misure prese dal governo per favorire contribuenti, lavoratori e imprese danneggiate economicamente dall’emergenza Covid. Il 57% lo boccia, considerandolo insufficiente. Solo il 25% ritiene il Dl Draghi sufficiente, il 19% preferisce non rispondere.

Sondaggi politici Agorà: la fiducia negli altri leader

La gestione della pandemia dal punto di vista sanitario, piano vaccinazione compreso, non convince gli italiani. Dopo Mario Draghi, il leader che ha perso più consensi (2 punti), non a caso è il ministro della Salute Roberto Speranza, che passa dal 24% al 22%. Al secondo posto sono appaiati Giuseppe Conte e Giorgia Meloni al 41%, ma il trend settimanale è opposto.

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L’ex presidente del consiglio paga il ritardo dell’ufficializzazione che non è ancora arrivata, sul suo nuovo ruolo di capo del Movimento 5 Stelle. Probabilmente, i consensi torneranno a crescere quando si parlerà della investitura, ma nel frattempo, l’indice di gradimento è sceso di un punto. Stare all’opposizione del governo Draghi e mantenere la propria coerenza politica, porta bene alla leader di Fratelli d’Italia, la cui fiducia cresce di un punto.

Il leader della Lega Matteo Salvini, si ferma al 34%, raggiunto dal governatore della regione Veneto Luca Zaia, in crescita di un punto. Stabile al 33% la fiducia nel presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Dopo l’entusiasmo iniziale, i problemi e le continue discussioni interne al Pd, portano il nuovo segretario Enrico Letta a perdere un punto (31%).

Più staccato, Silvio Berlusconi che occupa l’ottavo posto nella classifica della fiducia nei leader, stimato al 26%, in calo di un punto. Fermo al 25% Giovanni Toti, leader di Cambiamo! e governatore della Liguria. L’ex segretario dem Nicola Zingaretti, scende dal 24% al 23%. Abbiamo già detto di Speranza in calo (22%), raggiunto dall’esponente del M5S Roberto Fico che perde un punto e dal leader di Azione di Carlo Calenda, stabile. Nessuna variazione settimanale per Luigi Di Maio (20%), Matteo Renzi (14%) e Vito Crimi (10%).

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