Sondaggi politici elettorali: italiani contrari alla crisi di governo. Ma quanto vale il partito di Conte?

Cosa pensano gli italiani di un eventuale crisi di governo e chi perde consensi nel caso si apra? Inoltre, ecco quante può valere un partito del Premier Conte.

Sondaggi politici Index 14/01/2021

L’esito dei sondaggi politici Noto su una possibile crisi di governo, fornisce dati molti chiari e netti. Gli italiani hanno altre priorità in una fase pandemica che desta tante preoccupazioni per la salute e per le conseguenze economiche negative, dovute alle misure necessarie anti Covid. L’attacco di Matteo Renzi al Premier Conte, che potrebbe provocare la caduta dell’esecutivo è giudicato intempestivo dalla maggiorparte dei cittadini.

Sondaggi: crisi di governo fuori luogo

Il sondaggio politico Noto realizzato per ilfattoquotidiano.it, indica che il 78% degli italiani ritiene sia inopportuno aprire una crisi di governo in un momento storico molto delicato come questo. Il 58% crede che si tratti solo di un gioco di potere e poltrone, e in ogni caso cambiare esecutivo in piena emergenza Covid sarebbe una pessima idea. Tra l’altro, all’estero ritengono sia folle da parte di Matteo Renzi, aprire una crisi di governo adesso.

Gli italiani sono talmente presi dalle problematiche della vita reale, che solo il 10% di loro è al corrente di una probabile crisi. Chi segue la situazione politica, a prescindere da quale partito vota, giudica tale eventualità, un atto irresponsabile. Antonio Noto segnala che il leader di Italia Viva sta perdendo consensi per questa sua minaccia al governo, passando dal 16% di fiducia al 14%. In calo anche il gradimento nei confronti di Giuseppe Conte (38%), ma fa parte di un trend negativo di lungo termine che riguarda la gestione della pandemia dal punto di vista sanitario ed economico.

Quanto vale il partito di Conte?

Il sondaggista Antonio Noto, fa notare che dall’apertura di una crisi di governo, non perderebbe consensi solo Matteo Renzi, ma anche la Lega e il suo leader Matteo Salvini, la cui popolarità è inferiore a quella dell’alleata Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia. Entrambi, restano alle spalle del Premier, in quanto a indice di gradimento.

Quando la popolarità di Giuseppe Conte aveva raggiunto livelli molto alti (primavera 2020), un eventuale partito da lui guidato, avrebbe ottenuto circa il 15%. Con la seconda ondata, il decremento della fiducia in Conte porterebbe una propria forza politica a valere intorno al 10%. Tuttavia, ci sono ampi margini di crescita, perché anche se il partito dell’attuale presidente del consiglio non prenderebbe molti voti dal PD e dal M5S, è pur vero che potenzialmente potrebbe ricevere il consenso di una parte dell’elettorato di Forza Italia e soprattutto da coloro che non hanno deciso chi votare, non avendo un partito di riferimento.