Sondaggi politici elettorali: M5S e FdI, partita ancora aperta?

Fratelli d’Italia ha superato dopo una lunga rincorsa il M5S nei consensi. Quanto valgono i due partiti con la fine del 2020?
Sondaggi politici

Questo complicatissimo 2020, causa l’emergenza sanitaria ed economica provocata dalla pandemia Covid-19, ha spostato più volte gli scenari politici. Giunti al termine dell’anno, si possono tirare le somme sui consensi del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia, che per lungo tempo si sono contesi il terzo posto, stando alle intenzioni di voto dei vari sondaggi politici elettorali. Per trarre le giuste conclusioni, è necessario tenere conto dei dati forniti da più sondaggisti, che in qualche caso stimano i partiti in modo molto diverso.

L’ascesa di Fratelli d’Italia nel 2020

Alle elezioni Europee 2019, Fratelli d’Italia aveva ottenuto il 6,5% dei consensi. Alla vigilia del 2020, il partito di Giorgia Meloni è entrato in doppia cifra, confermando un trend ascendente che lo ha portato intorno al 16,0% attuale. Tuttavia, negli ultimi due mesi c’è stato un certo appiattimento della curva.

Per lunghi tratti dell’emergenza Covid, la leader di Fratelli d’Italia ha tenuto toni più bassi rispetto all’alleato Matteo Salvini. Una scelta che ha premiato, visto il crollo di consensi della Lega. Ovviamente, pochi sconti all’operato del governo Conte II, soprattutto per quanto concerne le misure sanitarie anti Covid ritenute troppo restrittive. Condanna quasi totale, per le misure economiche intraprese a favore delle categorie più danneggiate dalle chiusure totali e poi parziali di molte attività commerciali, considerate insufficienti.

C’è da dire che per qualsiasi governo sarebbe stato assai complicato gestire al meglio una pandemia, per cui, contestarlo è molto più semplice. Inoltre, non sembra siano giunte soluzioni alternative da parte dell’opposizione, quindi, anche da Giorgia Meloni. Tornando ai dati forniti dai sondaggi politici elettorali, la Supermedia YouTrend/AGI indica che il sorpasso di Fratelli d’Italia sul Movimento 5 Stelle è avvenuto a metà ottobre. Molti dei consensi acquisiti da Fdi, sono stati “rubati” alla Lega.

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Nessun crollo del M5S nel 2020

La rimonta subita da Fratelli d’Italia nel 2020, non è la conseguenza della crisi del M5S tanto urlata da tutti, ma semplicemente dalla forte ascesa del partito di Giorgia Meloni. In realtà, il Movimento 5 Stelle è crollato nei consensi con il governo Conte I, che l’ha visto allearsi con la Lega di Salvini. Dal 32,7% ottenuto alle elezioni Politiche 2018, è sceso dopo tre mesi sotto la soglia del 30%. Per poi subire un altro forte calo con la nascita del governo Conte bis, che lo ha portato al 17,1%, secondo la Supermedia dei sondaggi politici.

Il Movimento 5 Stelle si è ripreso successivamente, agganciando il Partito Democratico al 21,0%, che lo aveva superato a maggio 2019. A settembre dello stesso anno, i Cinquestelle sono ridiscesi intorno al 17%, e poi al 14% a febbraio 2020. Durante il primo lockdown, è risalito poco sopra il 16%, rimanendo stabile fino a ottobre, periodo in cui ha perso circa un punto, fino ad attestarsi al 15,1% attuale.

Nessun sondaggio politico indica il M5S davanti a Fratelli d’Italia, ma cambiano le forbici stimate. La Supermedia YouTrend/AGI misura il distacco tra i due partiti, nell’ordine di un punto percentuale. Qualche istituto demoscopico, stima la forbice attuale intorno al 2%. In conclusione, la lotta per il terzo posto è ancora aperta. Se la Lega regge intorno al 23-24%, difficilmente Giorgia Meloni troverà consensi altrove.

Il M5S deve risolvere le fratture che si sono create al proprio interno, dare una linea forte e unica per tutti, evitando la presenza di troppe correnti. La politica di Luigi Di Maio è ormai lontana da quella di Alessandro Di Battista, se il primo ha assorbito l’idea di governare il Paese con il PD, il secondo è decisamente contro qualsiasi alleanza, che sia con il Partito Democratico o con la Lega. Una parte dell’elettorato pentastellato pretende che non vengano meno i principi fondanti, un’altra ha accettato la decisione di governare con il centrosinistra, anche perché non ci sono i numeri per farlo in autonomia.

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