Spid: perché può servire al lavoratore domestico e come si richiede

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Spid è l’acronimo di Sistema pubblico di identità digitale ed è quel sistema che consente al cittadino di avere accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione. Servizi digitali naturalmente, perché attraverso lo Spid tramite PC, tablet e pure tramite smartphone si può avere accesso ai servizi telematici dell’Inps tanto per fare un esempio. Avere lo Spid significa avere il filo diretto con le Pubbliche Amministrazioni per tutte le necessità che il cittadino ha e che gli Enti offrono.
Dai pensionati ai lavoratori, dalle famiglie alle imprese, avere lo Spid ormai è diventata quasi una necessità. E questo sistema potrebbe fare al caso di molti lavoratori del settore domestico, spesso al buio per quanto riguarda alcune particolarità del loro lavoro.

Perché lo Spid può servire a badanti e colf

Il settore domestico presenta una particolarità che solo pochi altri settori hanno ed è quella del datore di lavoro che non funge da sostituto di imposta. Questo significa che le tasse sul lavoro, gli eventuali rimborsi fiscali e così via, non passano per il datore di lavoro. Al lavoratore non resta che interfacciarsi con l’Agenzia delle Entrate e direttamente. Inoltre, ai lavoratori dipendenti del settore interessa molto anche la posizione contributiva, cioè i contributi versati dal datore di lavoro. Controllare se il datore di lavoro versa o meno i contributi trimestrali dovuti per la badante è una necessità per il lavoratore, che grazie ai contributi potrebbe andare in pensione in futuro, o in disoccupazione indennizzata nel momento dell’interruzione del rapporto di lavoro.
Le vie classiche del presentarsi agli uffici pubblici a chiedere informazioni spesso è una cosa assai complicata. Innanzi tutto perché gli uffici pubblici operano di mattina e raramente alla badante può essere concesso di andare all’Inps piuttosto che all’Agenzia delle Entrate a chiedere spiegazioni, facendo la fila e assentandosi per molte ore dal posto di lavoro (immaginate la badante che lascia l’anziano che assiste da solo, trasgredendo probabilmente una delle priorità per cui è assunta). E poi ci si è messo pure il Covid, con gli uffici che operano su prenotazione, spesso chiusi e con gli addetti agli sportelli in smart working.
Lo Spid servirebbe proprio a ovviare a queste difficoltà, perché si può fare tutto da casa.

Come si richiede lo Spid

In questo scenario di difficoltà si inserisce lo Spid. Lo Spid può essere richiesto a partire dai 18 anni di età. Occorre avere un indirizzo di posta elettronica attivo, un numero di telefono di linea mobile, la tessera sanitaria e un documento di identità in corso di validità. Sul mercato esistono numerosi Identity provider che offrono il servizio e che sono a volte anche gratuiti. Si può fare tutto da soli, collegandosi ad uno qualsiasi dei provider seguendo le istruzioni di registrazione che spesso prevedono anche l’identificazione a distanza. Oppure per esempio, si può andare alla Poste, presso uno qualsiasi degli uffici postali spalmati sul territorio, per ottenere quelle che a tutti gli effetti sono credenziali di accesso ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione.
Con lo Spid è possibile visionare il proprio estratto conto dei contributi, collegandosi all’Inps. Si può presentare da soli la domanda di Naspi per esempio, o chiedere i vari bonus e le varie indennità previste dall’Inps. E si può accedere alla posizione debitoria con l’Agenzia delle Entrate, per la verifica di eventuali tasse non pagate, bolli auto e qualsiasi altra cosa che potrebbe diventare o è già diventata cartella esattoriale. E tramite lo Spid si ha accesso anche al cassetto fiscale del lavoratore, con l’accesso al proprio 730 per esempio.

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Sindacalista ed operatore di Caf e patronato. Da 25 anni nel campo di pensioni, disoccupazioni, dichiarazioni dei redditi, tributi, tasse, lavoro e fisco. Intermediario del credito e mediatore creditizio. Iscritto Uic e Banca d'Italia.