Stop spostamenti tra regioni e stretta sui negozi: nuovo Dpcm atteso per lunedì

Conte

Domani, lunedì 2 novembre, Giuseppe Conte alle 12 terrà una comunicazione alla Camera e alle 17 al Senato per l’emergenza Covid.

L’intenzione è quella di provare ad invertire la tendenza dei contagi. Le misure proposte dal premier saranno sottoposte a votazione e serviranno a scongiurare il lockdown nazionale.

Lockdown soft

Le intenzioni sono quelle di limitare gli orari di apertura dei negozi e di vietare lo spostamento tra regioni prevedendo loskdown locali dove l’indice di contagio supera l’RT 2 (gli occhi sono puntati sulle città maggiormente colpite dai contagi come Milano, Genova, Torino, su alcune zone del Veneto e della Campania).

Le Regioni provano a contrattare con il Governo proponendo lo stop agli spostamenti tra regioni solo per le persone più fragili, ovvero gli over 70.

Toti, governatore della Liguaria fra presente che «Proteggendo i nostri anziani di più e davvero, la pressione sugli ospedali e il numero dei decessi diventerebbero infinitamente minori. Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero. Speriamo ci sia saggezza stavolta e non demagogia».

Conte e le opposizioni

Il premier Conte ha provato a coinvolgere le opposizioni nelle decisioni e proprio per questo motivo ha contattato i leader del centro destra per invitarli a individuare un rappresentante per instaurare un confronto continuo con l’esecutivo ma la proposta è stata rimandata indietro da Salvini, Meloni e Berlusconi che con una nota congiunta hanno comunicato al premier che  «Oggi più che mai l’unica sede nella quale discutere è il Parlamento. Non siamo disponibili, invece, a partecipare a operazioni di Palazzo che sembrano dettate più che da una reale volontà di collaborazione dal tentativo di voler coinvolgere l’opposizione in responsabilità gravi che derivano dall’immobilismo e dalle scelte sbagliate effettuate dal governo»

La scuola

Nodo fondamentale da sciogliere riguarda senza alcun dubbio la scuola: Conte sabato ha dichiarato che «La didattica in presenza è ormai a rischio in alcune aree del Paese», le intenzioni del governo, quindi, sembrano essere quelle di ritornare alla didattica a distanza limitando, in questo modo, l’utilizzo del trasporto pubblico da parte degli studenti.

Chiusure solo dove serve

Il ministro Boccia, in ogni caso rassicura che si chiuderà soltanto dove serve: le regioni più virtuse, quindi potrebbero essere salvate dalle chiusure poichè, spiega «Se c’è la necessità di una, due, tre settimane di stop in alcuni territori, perché l’Rt non è uguale dappertutto, questa cosa evidentemente in questo momento va spiegata bene e va rafforzata anche attraverso gli strumenti tecnologici di cui ci siamo dotati».

Vaccino

Per il vaccino, poi, ci viene fatto sapere che sarà necessario attendere la primavera, anche se le prime dosi saranno pronte già a dicembre «Noi confidiamo di averlo a dicembre, ma dobbiamo comprendere che arriveranno qualche migliaio di dosi e dovremmo fare un piano a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili della popolazione e via via per le altre categorie. Ma per vedere gli effetti del vaccino dobbiamo aspettare la prossima primavera quando prevedibilmente arriveranno per tutti».