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La pensione di reversibilità è il trattamento che spetta ai familiari superstiti al momento del decesso del pensionato (a differenza della pensione indiretta che spetta nel caso di decesso del lavoratore). I beneficiari del trattamento sono nel particolare: coniuge, figli, nipoti, genitori e fratelli/sorelle.

Il primo beneficiario della pensione di reversibilità, in ogni caso, è il coniuge cui spetta una quota del 60% (in presenza di figli minorenni, studenti o disabili la quota aumenta) della pensione percepita dal titolare al momento del decesso.

Ai figli il trattamento spetta se minorenni, studenti universitari fino a 26 anni o nel caso siano totalmente inabili al lavoro.

I nipoti diretti (figli dei figli) se minorenni sono equiparati ai figli. Per avere diritto al trattamento devono, però, dimostrare di essere stati mantenuti dal nonno deceduto: il mantenimento è automatico con la convivenza, se non conviventi, invece, va dimostrato. I nipoti hanno diritto al trattamento anche se non sono orfani, a patto che sia dimostrabile che entrambi i genitori non possano mantenerli perchè privi di reddito.

Ai genitori del pensionato deceduto la pensione di reversibilità spetta in mancanza di coniuge, figli e nipoti a patto che abbiano più di 65 anni, non siano titolari di pensione e fossero a carico del figlio al momento del decesso.

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