Buco nero pensioni: tra 20 anni sarà difficile erogarle, ecco perchè

Il rischio che corrono è giovani è quello di non avere diritto alla pensione o di ricevere un importo molto basso.
pensione quindicenni

La pensione è un enorme buco nero, soprattutto per i più giovani che avranno molte difficoltà ad uscire dal mondo del lavoro. Tra meno di 20 anni, si ipotizza, satà molto difficile erogare assegni previdenziali. Non solo sostenibilità del sistema ma anche incertezza riguardo ai requisiti che sono destinati a crescere.

Buco nero pensioni

Tra 20 o 30 anni sicuramente i requisiti per accedere alla pensione saranno molto più rigidi di adesso e, inevitabilmente i tempi di pensionamento si allungheranno a causa della sostenibilità del sistema e dell’aumento dell’aspettativa di vita.

La paura generalizzata è che i contributi versati da chi lavora non saranno sufficienti a coprire tutte le pensioni liquidate e da liquidare e proprio per questo è necessario rivoluzionare il sistema previdenziale puntando soprattutto sulle pensioni complementari.

In Italia fino ad ora la previdenza complementare non è mai decollata veramente anche se i fondi presentati sono stati di vario genere. Gli italiani sembrano non credere nella pensione complementare e se questo poteva essere accettabile fino a qualche anno fa, tra qualche anno ci dovremo ricredere e dovremo appoggiarci alla pensione complementare per avere certezza di poter uscire dignitosamente dal mondo del lavoro.

Da tenere conto che se per la generazione passata c’è il lavoro ed erà continuo, con il passare degli anni la precarietà del posto di lavoro e la discontinuità dello stesso ha reso molto più difficile il versamento dei contributi obbligatori  e questo obbligherà gli attuali 40/50enni a dover lavorare sicuramente fino alla pensione di vecchiaia (e senza neanche la certezza di poterne ricevere una dignitosa).

Soprattutto, poi, per chi ha iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1996 e ricade, quindi, nel sistema contributivo puro, non è certo che l’importo della pensione garantisca una vita abbastanza dignitosa (da ricordare che le pensioni contributive non prevedono neanche l’integrazione al trattamento minimo): se alla discontinuità del lavoro e alla precarietà dello stesso sommiamo anche un importo penalizzato dal sistema contributivo si comprende come la pensione complementare appaia come l’unica via che possa garantire redditi mensili di un certo spessore.

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