Nel 2024 pensione senza contributi, ecco chi potrà prenderla

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In pensione senza contributi, ecco quando è possibile con l’assegno sociale.
assegno sociale

Per i cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari residenti in Italia e che gravano in condizioni economiche disagiate l’INPS da la possibilità di prendere una indennità mensile sotto forma di rendita o pensione. Parliamo dell’assegno sociale, una misura che effettivamente somiglia ad una pensione, anche se non è propriamente un trattamento previdenziale. Perché si può prendere senza contributi, ma come detto, rispettando determinati requisiti.

I requisiti dell’assegno sociale 2023, ecco la guida

assegno sociale 2023 e pensione

I requisiti per l’assegno sociale nel 2023 sono i seguenti:

  • 67 anni di età;
  • reddito annuo inferiore a 6.542,51 euro per i single ed a 13.085,02 euro per i coniugati;
  • cittadinanza italiana, di un Paese comunitario o extracomunitario ma con permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • iscrizione all’anagrafe del comune di residenza,
  • residenza effettiva in Italia;
  • ingresso in Italia vecchio di almeno 10 anni.

Importo dell’assegno sociale 2023

L’importo dell’assegno sociale per il 2023 è pari a 503,27 euro dopo l’aggiornamento al tasso di inflazione di gennaio. L’assegno sociale è erogato per 13 mensilità. L’importo dell’assegno sociale non è soggetto a trattenute Irpef e si indicizza al tasso di inflazione. Per questo motivo per il 2024 le cifre di assegno sociale così come le soglie reddituali da non superare, non possono essere oggi confermate. L’unica certezza è che tutti gli altri requisiti saranno i medesimi anche l’anno venturo. Perché la misura sarà in vigore anche nel 2024.

Assegno sociale, tra importo pieno e ridotto

Va detto che non sempre il beneficiario dell’assegno sociale prende 503,27 euro al mese. Perché l’assegno sociale in misura intera spetta solo a contribuenti che non possiedono alcun reddito o se coniugati, con un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno. I singoli con un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e i coniugati con un reddito familiare pari o superiore all’ammontare annuo dell’assegno, ma non superiore al doppio di questo importo, hanno diritto al trattamento ridotto.

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