Pensione 7 anni prima e a 60 anni fino al 2026, l’isopensione confermata

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Pensione 7 anni prima e a 60 anni fino al 2026, l’isopensione confermata dalla conversione in legge del decreto Milleproroghe.
Pensione 7 anni prima, si parte con i 60 anni, ecco i nuovi beneficiari dell'isopensione per quanto concerne la TIM.

Ci sono particolari misure pensionistiche che tirano dentro l’azienda nel meccanismo di pensionamento anticipato. In pratica, sono misure di pensione che vengono pagate dall’INPS, ma finanziate di fatto dall’azienda. Una di queste è l’isopensione (l’altra invece è il contratto di espansione). In pensione fino al 2026 con uscite anticipate di 7 anni? Questo ciò che prevede l’isopensione. Ed è una possibilità prevista già sino al 2023, ma che adesso viene ufficialmente posticipata come scadenza. La misura da adesso è estesa fino al 2026 con una modifica nel decreto Milleproroghe. In pratica, c’è la possibilità di andare in pensione per il lavoratore che si trovano a 7 anni dal raggiungere la soglia minima utile alle pensioni effettive. La misura è di vitale importanza per i lavoratori alle prese con aziende che hanno esuberi da smaltire, cioè aziende che devono programmare una riduzione di personale. Ricapitolando, il lavoratore può andare in pensione 7 anni prima e a 60 anni fino al 2026 con una misura recentemente prolungata.

Pensione 7 anni prima e a 60 anni fino al 2026

La misura si chiama isopensione ed è un meccanismo che permette un anticipo di pensione riguardo alla canonica età pensionabile. In termini pratici, un anticipo rispetto ai 67 anni di età previsti dalla normale pensione di vecchiaia. Di conseguenza, la misura consentirà ancora per anni il pensionamento a partire dai 60 anni di età. Si tratta di un autentico assegno di prepensionamento che porta il diretto interessato ad arrivare a 67 anni di età, quando sarà il momento di richiedere al normale pensione di vecchiaia.

Cosa fa l’azienda nel contratto di espansione

Con l’ispoensione quindi, la pensione 7 anni prima e a 60 anni fino al 2026 è una possibilità concreta. Anche perché il meccanismo prevede un onere per l’azienda. Infatti è il datore di lavoro a finanziare l’assegno che viene erogato per tutti i mesi che intercorrono al raggiungimento dei 67 anni di età. Un assegno di importo pari a quello che il lavoratore avrebbe percepito se fosse uscito in pensione in maniera classica. Oltretutto l’azienda versa anche la correlativa contribuzione figurativa dal momento dell’uscita e fino sempre ai 67 anni di età.

Le regole per anticipare di 7 anni il pensionamento

Per poter attivare questa misura, l’azienda interessata deve avere almeno 15 dipendenti in organico. Come per il contratto di espansione e la pensione a 62 anni può essere utilizzato solo dietro un accordo sottoscritto dall’azienda con i sindacati. Per il contratto di espansione però il lavoratore interessato può aderire o meno.

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