Pensione a 58, 60 o 62 anni: attenzione, l’anticipo ha sempre un costo

Si fa la corsa per andare in pensione a 58, 62 o 64 anni senza considerare che anticipare l’uscita dal mondo del lavoro ha un costo sull’assegno.
Pensione a 58 anni

I lavoratori italiani hanno fretta di andare in pensione. E come dargli torto dopo quello che è accaduto dopo l’introduzione della Legge Fornero? Ma scegliere una pensione a 58 o 60 anni ha un costo anche se la misura non prevede penalizzazioni. E questo non tutti lo mettono in conto. La pensione che si percepisce a 58 anni, anche a parità di contributi, è più bassa di quella che si avrebbe a 67 anni. E in questo articolo andremo a spiegare il perchè.

La pensione anticipata costa sempre al lavoratore

Non sempre è palese, ma andare in pensione prima costa. E il costo ricade sempre sulle spalle del lavoratore. Come? Bisogna ricordare che sulla quota contributiva della pensione si applica un coefficiente di trasformazione che varia al variare dell’età. E diventa più vantaggioso con il crescere dell’età d’uscita.

Il coefficiente applicato sul montante contributivo a 58 anni, ad esempio, è molto più basso di quello che sarebbe applicato a 67 anni. E vogliamo dimostrare quanto si perde con un esempio pratico.

Prendiamo un lavoratore che ha 26 anni di contributi versati e decide di lasciare il lavoro a 58 anni. E che tutti gli anni di contributi ricadano nel sistema contributivo, versati, quindi a partire dal 1996. Supponiamo anche che questo lavoratore, per assurdo, abbia sempre guadagnato 2.500 euro al mese, per tutti i 26 anni di lavoro.

Il suo reddito imponibile previdenziale è di 32.500 sui quali verserà annualmente 10.725 euro di contributi. Che moltiplicati per i 26 anni di lavoro danno luogo a 278.850 euro di montante contributivo su cui calcolare la pensione.

Applicando al montante contributivo il coefficiente di trasformazione relativo ai 58 anni (4,289%) risulta una pensione annua pari a 11.959 euro circa. Ovvero una pensione mensile di 996 euro lordi per 13 mensilità.

Come varia la pensione a 67 anni

Supponiamo che esista un altro lavoratore sempre con 26 anni di contributi versati nel contributivo puro. E con retribuzioni sempre di 2.500 euro per tutti i 26 anni di lavoro. Ma che ha 67 anni e decide di andare in pensione. A quanto ammonterebbe la sua pensione?

Il reddito annuo imponibile sarebbe lo stesso, e così i contributi versati ogni anno. Lo stesso sarebbe anche il montante contributivo. Cambierebbe solo il coefficiente di trasformazione che a 67 anni è pari al 5,575%. In questo caso la pensione annua sarebbe pari a 15.545 euro e quella mensile a 1.195 euro lordi.

200 euro in più con gli stessi, identici contributi versati, con le stesse retribuzioni ma solo cambiando l’anno di accesso alla pensione. A sottolineare quanto costa l’anticipo anche senza versare altri contributi. E se il lavoratore a 58 anni avesse continuato a lavorare fino a 67 anni? Quanto avrebbe guadagnato?

Altra simulazione

Se il primo lavoratore avesse continuato a lavorare per altri 9 anni arrivando a 67 anni di età con 35 anni di contributi quanto sarebbe variata la sua pensione sempre con retribuzione di 2.500 euro al mese?

Il montante contributivo con 35 anni di contributi sarebbe stato di 375.375 euro. Applicando il coefficiente di trasformazione dei 67 anni restituirebbe una pensione annua di 20.927 euro. Ed una pensione mensile di 1.609 euro. Quasi il doppio di quella che avrebbe preso a 58 anni. Lavorando solo altri 9 anni in più.

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