Pensione camionisti 2022: uscite anticipate o senza limiti di età, le regole

Andare in pensione prima è prerogativa dei camionisti per via di due misure che anche nel 2022 potranno essere sfruttate dagli addetti a questo particolare settore
camionisti in crisi

Il camionista già da qualche hanno fa parte  di quella macro area dei lavori gravosi che oggi è stata ampliata con numerose altre attività lavorative considerate logoranti. Il parametro per definire logorante o gravosa una attività lavorativa resta quello delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro.

Come dicevamo, nessuna variazione è sopraggiunta per i camionisti, che per esempio, erano stati immediatamente considerati gravosi già con le prime 11 attività prescelte come beneficiarie di Ape sociale e Quota 41 precoci quando le due misure furono varate.

Entrambi questi strumenti previdenziali permettono di anticipare la quiescenza di molto rispetto alle regole ordinarie della pensione anticipata o di quella di vecchiaia. E sono misure che anche nel 2022 saranno sfruttabili dai diretti interessati. Naturalmente occorre conoscere le condizioni utili alla loro fruizione nonché i requisiti di accesso alle misure.

Camionisti in pensione nel 2022, chi può uscire in anticipo

Anche per i lavoratori di questo settore si applicano le regole generali del sistema previdenziale, quelle che derivano tanto per intenderci, dalla famigerata riforma Fornero. Ma allo stesso tempo i camionisti hanno alcune scorciatoie per evitare di dover raggiungere le soglie utili alle pensioni ordinarie previste dalla riforma delle pensioni del governo Monti e di quel famoso decreto lacrime e sangue che su il “Salva Italia” del 2011. La pensione di vecchiaia ordinaria si centra con 67 anni di età e con 20 anni di contributi versati.

La pensione anticipata ordinaria invece si centra con 42 anni e 10 mesi di contributi versati se il richiedente è uomo, o 41 anni e 10 mesi se la richiedente è donna. Per la pensione anticipata ordinaria nessun limite di età, ma solo l’obbligo di avere non meno di 35 anni di contribuzione effettiva, ovvero al netto dei contributi figurativi da disoccupazione o malattia.

Ed arriviamo alle scorciatoie accennate in precedenza, cioè misure che essendo i camionisti dentro i lavori gravosi, permettono un pensionamento anticipato. SI può uscire infatti già dai 63 anni con l’Ape sociale e senza limiti di età con 41 anni di contributi. In questo caso parliamo della Quota 41.

Anticipo pensionistico dai 63 anni per i camionisti

Anticipo pensionistico sociale, questa la misura che permette ai conduttori di mezzi pesanti di poter accedere alla pensione con almeno 63 anni di età e con almeno 36 anni di contributi versati. Una volta raggiunta quella soglia, il camionista può ottenere un assegno che lo accompagna ai 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria. Infatti l’Ape sociale è una prestazione quasi assistenziale, che eroga al diretto interessato un assegno temporaneo per tutti gli anni di anticipo fino al compimento dell’età pensionabile per la quiescenza di vecchiaia, quando lo stesso dovrà presentare la sua domanda di pensione ordinaria.

L’assegno è erogato su 12 mensilità (senza tredicesima), non è reversibile al coniuge o ad altri familiari in caso di decesso del beneficiario, non prevede assegni per il nucleo familiare e non prevede maggiorazioni sociali.

Per il diritto all’Ape sociale serve che il lavoro di camionista sia stato svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni di carriera o per almeno 6 degli ultimi 7. Se non si arriva a 36 anni si può optare per le altre soluzioni di Ape sociale previste, quelle per disoccupati, invalidi o caregivers. Soluzioni che da un lato consentono comunque di lasciare il lavoro con 63 anni di età, ma che prevedono solo 30 anni di contribuzione versata e non 36.

Senza rimarcare il lavoro gravoso del camionista, chi ha perso il lavoro e da almeno 3 mesi prima della presentazione della domanda, ha terminato di fruire della Naspi, può accedere all’Ape sociale proprio come disoccupato. Stessa sorte per gli invalidi con disabilità certificata superiore al 74%. E via libera anche ai caregivers, cioè camionisti che assistono un parente disabile grave, convivente ed a loro carico, da almeno 6 mesi prima della domanda di pensione con l’Ape sociale.

Camionisti precoci? Ecco la quota 41

Tutti i soggetti interessati dalla vecchia Ape sociale (per i nuovi gravosi pare che non valga questa regola), possono avere accesso alla Quota 41. Disoccupati, caregivers, invalidi e lavori gravosi, quindi anche i camionisti.

 La Quota 41 è una misura che non prevede limiti di età per  7 degli ultimi 10 anni o in 6 degli ultimi 7. Possono lasciare il lavoro i camionisti che raggiungono i 41 anni di contributi versati, di cui 35 effettivi (al netto di contribuzione figurativa da malattia e disoccupazione) e di cui almeno un anno lavorato, anche in maniera discontinua, prima dei 19 anni di età.

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