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Pensione di vecchiaia 2026: regole e requisiti

La pensione di vecchiaia nel 206, ecco regole e requisiti con le differenze tra vecchi e nuovi iscritti alla previdenza sociale.

La pensione di vecchiaia INPS è la principale misura del nostro sistema previdenziale. Si tratta di una misura che si centra una volta raggiunto un minimo di anni di contributi prestabilito alla giusta età pensionabile. Il 2026 sin è aperto con la conferma dei requisiti del 2025, senza aumenti relativi alle aspettative di vita della popolazione che invece, come previsto dalla legge di Bilancio, scatteranno nel 2027. Ci sono però delle precisazioni da fare per quanto concerne la pensione di vecchiaia. Perché in base alla data di iscrizione alla previdenza obbligatoria, cambiano alcune regole ed alcuni requisiti.

La pensione di vecchiaia ordinaria per i misti, ecco i requisiti

In genere nel sistema pensioni si deve distinguere tra nuovi iscritti e vecchi iscritti. I primi sono coloro che hanno il loro primo accredito di contributi in data successiva al 31 dicembre 1995. Di conseguenza i secondi sono quelli la cui iscrizione è partita prima di quella data. Possiamo definire il 31 dicembre 1995 la data spartiacque del nostro sistema pensioni perché rappresenta quella a partire dalla quale entrò in vigore la riforma Dini con il sistema contributivo.

Chi ha versamenti prima del 1996 è considerato un misto, come si dice in gergo. La sua carriera infatti parte nel sistema retributivo e termina nel sistema contributivo. Questi soggetti hanno diritto al calcolo misto della pensione di vecchiaia. Per i periodi successivi al 31 dicembre 1995 si usa il metodo contributivo, per i periodi precedenti si usa il sistema retributivo. Ma se i contributi versati al 31 dicembre 1995 sono 18 anni o più, il calcolo retributivo che è più vantaggioso, si estende al 31 dicembre 2011.

Per questi soggetti la pensione di vecchiaia nel 2026 si centra con almeno 67 anni di età e con almeno 20 anni di contributivi a qualsiasi titolo versati.

La pensione di vecchiaia per i nuovi iscritti nel 2026, ecco le regole da conoscere

Diverso il caso dei nuovi iscritti, cioè di chi ha cominciato a versare dopo il 1995. In questo caso potrebbe essere leggermente più complicato andare in pensione di vecchiaia nel 2026. Infatti fermo restando l’età pensionabile dei 67 anni e fermi anche i 20 anni di contributi minimi da centrare, per loro c’è da raggiungere anche l’importo minimo della pensione che non può essere inferiore all’assegno sociale valido nell’anno di uscita. Se la pensione liquidata dall’INPS è inferiore all’assegno sociale (546 euro circa, ndr), la domanda verrà respinta. Solo a 71 anni la pensione di vecchiaia per i contributivi puri si distacca da questo limite di importo. Ed in quel caso si può andare in pensione con una carriera minima di contributi pari a 5 anni.

Va anche detto che per i nuovi iscritti la pensione di vecchiaia non prevede maggiorazioni e integrazioni al trattamento minimo come invece può accadere ai misti. Per le donne c’è il vantaggio di poter anticipare di 4 mesi l’età anagrafica di uscita, per ogni figlio avuto. In questo caso c’è quindi un vantaggio per le contributive pure e nuove iscritte. Ogni figlio vale 4 mesi e lo sconto massimo può arrivare a 16 mesi per le donne che hanno avuto più di 3 figli.