Reddito di cittadinanza 2022, penalità in arrivo per gli inattivi

Reddito di cittadinanza, le regole diventano più stringenti per chi non lavora o non vuole farlo
reddito di cittadinanza

Decurtazione del reddito di cittadinanza per gli inattivi. Il 2022 segna questa grande novità per quanto concerne il reddito di cittadinanza. Infatti si è cercato di contrastare uno dei difetti principali della misura, una delle anomalie che più di altre hanno portato la misura ad essere aspramente criticata.

Le politiche attive sul lavoro non hanno funzionato per il reddito di cittadinanza e si corre ai ripari. Si prevedono penalità per chi resta volontariamente inattivo e aumentano le offerte di lavoro irrinunciabili.

Politiche attive sul lavoro, cosa cambia nel 2022

Con il reddito di cittadinanza oltre al sussidio come forma di aiuto reddituale alle famiglie e ai singoli, si doveva cercare di trovare lavoro e ricollocazione ai beneficiari. Queste sono le cosiddette politiche attive sul lavoro. Un fallimento vero e proprio, dal momento che ci sono famiglie e singoli che presto si troveranno a dover rinnovare nuovamente il sussidio dopo averlo già percepito per 36 mesi, cioè per tre anni.

Evidente che se una persona da tre anni continua ad avere le stesse condizioni reddituali utili alla fruizione del sussidio, vuol dire che la misura ha dei difetti.

Evidentemente l’esecutivo Draghi ha pensato che il problema fosse nei beneficiari del sussidio e non nella misura stessa. Infatti la novità è la tolleranza zero verso coloro i quali non si adoperano per lavorare. Cambiano le modalità di offerta delle proposte di lavoro e vengono prodotte penalizzazioni per chi non si adegua. Penalizzazioni in termini di riduzione del beneficio economico del reddito di cittadinanza, in barba alla prima funzione della misura, cioè il contrasto alla povertà.

Reddito di cittadinanza, le nuove regole 2022

Abbiamo già detto che viene prevista una decurtazione per gli inattivi. Chi rifiuta le proposte di lavoro prenderà meno soldi, questo è ciò che verrà adottato nel 2022. Un autentico disincentivo a dire di no alle offerte di lavoro congrue che arriveranno. Si parla di un taglio di 5 euro al mese al rifiuto di una offerta di lavoro. Offerte di lavoro che devono essere congrue. E questo l’antro fattore che il governo cambia per la nuova versione del reddito di cittadinanza. La prima offerta di lavoro per essere considerata congrua deve essere non più distante di 80 Km rispetto al luogo di residenza dell’interessato. La seconda invece non ha limiti, può sopraggiungere da tutto lo Stivale.

E se alla prima offerta rifiutata si parla di decalage, dalla seconda si rischia la decadenza del beneficio e la conseguente uscita dal programma reddito di cittadinanza.

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