L’Ape sociale scade il 31 dicembre 2026, ma la manovra potrebbe prolungarla di un altro anno. Secondo le ricostruzioni del disegno di legge di bilancio 2027, la proroga arriverebbe fino al 31 dicembre 2027, con un piccolo ritocco all’età. Il testo non è ancora legge e può cambiare in Parlamento: ecco cosa vale oggi e cosa potrebbe cambiare.
Cosa vale fino al 31 dicembre 2026
La legge di bilancio 2026 ha prorogato l’Ape sociale per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2026, senza modificarne la disciplina. L’INPS ha precisato che le domande di riconoscimento delle condizioni di accesso vanno presentate entro il 31 marzo, il 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre 2026. Chi non ha ancora presentato la domanda ha quindi meno di un mese. Nel 2026 serve aver compiuto 63 anni e 5 mesi.
Cosa prevederebbe la manovra 2027
- proroga fino al 31 dicembre 2027, secondo quanto riportato dalle ricostruzioni dell’articolo 51 del ddl;
- età: il requisito anagrafico passerebbe da 63 anni e 5 mesi a 63 anni e 6 mesi, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita;
- requisiti invariati: 30 anni di contributi per disoccupati che hanno finito la NASpI, caregiver e invalidi civili con almeno il 74% di invalidità; 36 anni per le attività gravose (32 per edili e ceramisti);
- sconto per le madri: 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni;
- importo: pari alla pensione maturata al momento dell’accesso, con tetto di 1.500 euro lordi al mese per 12 mensilità, senza rivalutazione.
Quanto agli stanziamenti, le ricostruzioni non coincidono: una indica risorse per la misura in calo dai 180 milioni del 2027 fino ai 30 milioni del 2032, un’altra non indica una cifra specifica. Il fondo da 850 milioni l’anno previsto in manovra riguarda invece future misure di uscita dal lavoro e, secondo le ricostruzioni, non è collegato all’Ape sociale.
Cosa fare adesso
- se i requisiti si maturano entro il 2026: la domanda di riconoscimento va presentata all’INPS entro il 30 novembre; non conviene attendere l’esito della manovra;
- se si maturano nel 2027: la proroga, se confermata, darebbe tempo fino a fine anno, con la prima scadenza ordinaria che resterebbe al 31 marzo;
- in ogni caso: l’indennità non è cumulabile con redditi da lavoro, salvo l’attività autonoma occasionale entro 5.000 euro lordi l’anno, e le domande sono accolte nei limiti delle risorse disponibili.
Per le regole di dettaglio leggi la guida Ape sociale 2026: domanda entro il 30 novembre, chi può chiederla e cosa succede dopo e il confronto sulla convenienza in Ape sociale: la pensione entro fine 2026 conviene o no?. Per il caso specifico conviene rivolgersi a un patronato.
Perché la scadenza conta
L’Ape sociale è un’indennità a carico dello Stato che accompagna fino alla pensione di vecchiaia chi si trova in una condizione di difficoltà, ma non è un diritto senza limiti: ogni anno la misura è stata rinnovata dalla legge di bilancio e chi non rientra nei termini resta escluso. Per questo il passaggio dal 2026 al 2027 è delicato. Chi matura i requisiti il 31 dicembre 2026 o prima è coperto dalla norma vigente; chi li matura dal 1° gennaio 2027 dipende dall’approvazione della proroga. Finché la manovra non diventa legge, resta quindi un margine di incertezza, e chi è vicino ai requisiti farebbe bene a controllare con un patronato la propria posizione contributiva e le date di maturazione.