Lavoro autonomo e lavoro dipendente, ecco come farsi assumere da un rapporto di lavoro a Partita Iva e diventare dipendenti. Lavoro autonomo e lavoro dipendente, ecco come farsi assumere da un rapporto di lavoro a Partita Iva e diventare dipendenti.

Assunzioni solo con Partita Iva: per la Cassazione devi diventare dipendente, anche con arretrati

Lavoro autonomo e lavoro dipendente, ecco come farsi assumere da un rapporto di lavoro a Partita Iva e diventare dipendenti.

Una prassi spesso adottata da aziende e imprese che assumono collaboratori solo se hanno la Partita Iva ma che di fatto li tengono a lavorare come dipendenti. Prassi legittima o no? In base ad una recente sentenza della Cassazione, sembrerebbe di no. A tal punto che gli ermellini della Suprema Corte hanno dato ragione ad un lavoratore con tanto di reintegro, assunzione e corresponsione delle mensilità arretrate.

Assunzioni solo con Partita Iva: per la Cassazione devi diventare dipendente, anche con arretrati

Chi si rivede in una particolare situazione lavorativa che adesso analizzeremo, ha concrete speranze di far valere i suoi diritti sfruttando una sentenza della Cassazione. Lavorare in maniera praticamente continuativa, con prestazioni di durata simile ad un normale lavoratore assunto. Godendo di uno stipendio fisso esattamente come capita ai lavoratori dipendenti.

Ma senza le tutele del lavoratore subordinato, dalla malattia alla Naspi tanto per intenderci. Perché l’assunzione è con Partita Iva. Di fatto, c’è chi svolge un lavoro dipendente, addirittura subordinato a livello gerarchico ad altri soggetti, ma è inquadrato come un lavoratore autonomo.

Che, oltre alle mancate tutele già citate, deve versarsi i contributi, pagare le tasse autonomamente senza sostituito di imposta, senza ipoteticamente sfruttare detrazioni e sgravi se si escludono quelli dedicati ai lavoratori autonomi. Per lavorare oggi si fa tutto e si accetta tutto. Ma forse qualcosa si può fare per evitare queste incresciose situazioni. E come dicevamo, una sentenza della Cassazione aiuta.

Differenze tra lavoro autonomo e lavoro subordinato

Cosa fa un lavoratore autonomo che collabora con una azienda? Dovrebbe decidere liberamente i propri orari di lavoro, le proprie mansioni e dovrebbe autonomamente decidere come espletare ciò che deve in quel particolare rapporto di lavoro. Al contrario del dipendente, che deve seguire le linee aziendali, deve rispettare gli orari di lavoro e così via dicendo.

Una vecchia sentenza della Corte di Cassazione (numero 21194/2020, ndr), ribalta il concetto nel senso che se uno è assunto come autonomo con Partita Iva ma di fatto deve assecondare le direttive dell’azienda, a partire dagli orari di lavoro e dagli specifici compiti da eseguire, allora si parla a tutti gli effetti di un lavoro subordinato. Naturalmente non basta questo per poter presentare ricorso e chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro.

Il caso specifico analizzato dalla Cassazione

L’onere di provare quanto detto ricade sempre in chi accusa. Il lavoratore a Partita Iva che vuole dimostrare le sue ragioni, deve dimostrare di essere dalla parte del giusto. Esattamente come avvenuto nel caso di specie della sentenza prima richiamata.

Dove un lavoratore con Partita Iva con tanto di testimonianze dei colleghi e con documenti in cui si evinceva come perfino le ferie sono state organizzate per lui dall’azienda ed in base alle prerogative dei colleghi assunti da dipendenti, è riuscito a dimostrare quanto preteso.

Il lavoratore è stato assunto dall’azienda come ordinato dalla Cassazione dopo essere stato reintegrato a seguito di interruzione del rapporto di lavoro con la stessa azienda. Ed ha goduto anche delle mensilità arretrate. Ipotizziamo anche che l’azienda sarà costretta pure a versare la relativa contribuzione arretrata all’INPS per quel lavoratore. In definitiva, tutto può arrivare in porto se l’interessato riesce a dimostrare che non svolge lavoro autonomo perché svolge un lavoro non libero da vincoli di orari e subordinazione. E che anche lo stipendio percepito mese per mese è fisso e non variabile come dovrebbe essere quello di un lavoratore autonomo libero di organizzare l’attività a suo piacimento.