Badanti e colf: assenze con stipendio pagato, quando?

Permessi retribuiti, congedi, permessi non retribuiti, come funzionano determinate assenze nel CCNL
badanti

È il CCNL del settore domestico a contemplare tra le altre cose, anche gli istituti dei permessi e dei congedi per colf, badanti e babysitter.

Regole, normativa ma anche il quando questi permessi e questi congedi vanno retribuiti alla lavoratrice. Questo ciò che il CCNL approfondisce.

I permessi e i congedi per colf e badanti

In base a ciò che dice il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro non sono rari i casi in cui le assenze dall’attività lavorativa di badanti e colf vanno lo stesso pagate.

In base alla motivazione addotta dal lavoratore per quanto riguarda l’assenza, cambiano i periodi utilizzabili e la loro durata.

Da questo punto di vista abbiamo per esempio, le 16 ore di permesso per visite mediche. Stessa durata per i permessi relativi a ricongiungimento familiare o a rinnovo carta di soggiorno.

Queste ore di permesso riguardano i lavoratori a tempo pieno e conviventi.

Scende a 12 ore il permesso di questo tipo per lavoratori part-time, a prescindere che siano assunti come conviventi o meno.

Le assunzioni per godere di questi permessi devono essere predisposte in minimo 30 ore a settimana.

Infatti per i lavoratori in regime di assunzione a meno di 30 ore a settimana, le ore di permesso sono basate dull’orario settimanale.

Permessi e congedi, quando possono scattare

Naturalmente sia i permessi che i congedi devono essere richiesti dai lavoratori. Toccano 7 giorni di congedo obbligatorio per i papà per esempio, in occasione della nascita di un figlio.

Anche per badanti o colf c’è l’astensione obbligatoria pere madri. Si tratta dei famosi 5 mesi, due prima del parto e tre dopo. In caso di lutto si ha diritto a tre giorni di permesso.

Novità invece per la formazione professionale per la quale spettano ben 40 giornate di permesso retribuito ogni anno.

Per le giornate di donazione di sangue assenza retribuita, ma va richiesta all’INPS direttamente. Infine, permessi retribuiti anche nel caso in cui si è nominati scrutatori nel caso di elezioni, oppure per partecipare alle riunioni sindacali (6 giorni annui).

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