Badanti e disoccupazione: come prendere il più possibile

La Naspi per badanti e colf, durata, importi, e cine fare per capitalizzare il massimo
assegno unico

La Naspi, ovvero Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, in altri termini l’indennità di disoccupazione Inps.

Si tratta della prestazione per chi perde involontariamente il proprio posto di lavoro. Un sostegno che può vedere anche le badanti come beneficiarie.

L’interruzione del rapporto di lavoro, se involontario da parte del lavoratore, da diritto alla Naspi. Ecco alcuni suggerimenti utili per percepire una buona Naspi.

Naspi, come funziona l’indennità per disoccupati Inps

La Naspi è l’indennità per disoccupati che l’Inps garantisce a chi perde involontariamente il posto di lavoro.

Escludendo lavoratori agricoli, lavoratori statali con contratto a tempo indeterminato e collaboratori, l’indennità riguarda tutti, comprese le badanti.

La Naspi 2022 si percepisce con:

  • 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione;
  • 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono la disoccupazione.

Queste le regole generali, ma per chi perde il lavoro a partire dal corrente mese di gennaio 2022, il requisito delle 30 giornate viene meno.  Prorogato dunque ciò che fu previsto dal decreto Sostegni, che eliminò temporaneamente il vincolo delle 30 giornate per perdite di lavoro tra il 23 marzo 2021 e il 31 dicembre 2021.

Quanto si perde di Naspi

Nel settore domestico esistono ancora storie di lavoro sommerso o irregolare più o meno grave. Va ricordato che tutto quanto viene erogato di stipendio va messo in busta paga. I fuori busta non sono leciti e soprattutto, finiscono con l’essere dannosi per i lavoratori. Meno si prende di stipendio meno si prende di Naspi.

Infatti il calcolo della Naspi dipende dalla retribuzione imponibile Inps degli ultimi 4 anni di lavoro. Sono precisamente queste regole a rendere dannoso per un lavoratore, percepire stipendi troppo bassi. Infatti la retribuzione imponibile va prima divisa per le effettive settimane di lavoro svolte e poi passata per il coefficiente 4,33. La Naspi erogata è pari al 75% di questo risultato, ma a condizione che non venga fuori una cifra superiore a 1.227,55 euro. In caso contrario, al 75% di 1.227,55 va aggiunto il 25% della parte eccedente quell’importo, fino al tetto massimo di 1.335,40 euro.

La Naspi cala di importo a partire dal 4° mese di fruizione, anche se in via straordinaria per l’emergenza, tale decurtazione decorrerà solo dal sesto mese di fruizione. Il taglio è pari al 3% progressivo al mese. Se il richiedente la Naspi ha più di 50 anni di età, la decurtazione scatta dall’ottavo mese.

Dal punto di vista della durata, la Naspi resta come al solito di massimo 24 mesi. In pratica, si può percepire la Naspi per la metà delle settimane lavorate nei 4 anni che precedono la perdita del posto di lavoro. Quindi, per chi ha lavorato continuativamente per 4 anni, ci sarebbero 2 anni di disoccupazione indennizzata.

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