Badanti: il ponte del primo novembre con stipendio in più, è come Natale o Pasqua

Anche il primo novembre è un festivo e per queste giornate, se lavorative, lo stipendio gode della maggiorazione.
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Di Natale, Santo Stefano o Pasqua, tutti sanno tutto di tutti. In pratica, si tratta delle festività principali in un anno solare. In materia lavoro, si tratta di quelle tipiche giornate in cui un lavoratore se in servizio è meritevole di un surplus di stipendio. Questo vale anche per le badanti, le colf, le baby sitter e qualsiasi altro lavoratore domestico.

Nel settore infatti, il Contratto Collettivo prevede il diritto del lavoratore a determinate festività. Ma siamo di fronte ad un settore particolare, perché se una fabbrica o un ufficio, può chiudere il giorno festivo, nel settore domestico non esiste chiusura. Un anziano per esempio, potrebbe avere bisogno della badante anche il dì di festa. Infatti, a meno che non se ne occupino i familiari, trovare una badante che resta a riposo come Ccnl vuole ogni festivo, è una rarità. Lavorando nei giorni di festa però si ha diritto ad essere pagati di più.

Le giornate festive nel settore domestico, quali sono?

La normativa sul lavoro in generale, ed i Ccnl di settore, stabiliscono i giorni festivi di cui un lavoratore ha diritto. In genere si tratta di giorni di festività che coincidono con quelli rossi in calendario, come le domeniche.

E poi ci sono i giorni variabili da città a città, da Comune a Comune, come possono essere le giornate festive dedicate al Santo Patrono. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore domestico, che riguarda tutti gli assistenti familiari (come sono stati ribattezzati genericamente tutti i domestici a partire dal rinnovo del Contratto dello scorso ottobre), prevede le seguenti festività in aggiunta a tutte le domeniche dell’anno (manca la Santa Pasqua perché è sempre di domenica):

  • 1° gennaio (Capodanno)
  • 6 gennaio (
  • Lunedi di Pasqua (Pasquetta)
  • 25 aprile (Liberazione)
  • 1° maggio (festa dei lavoratori)
  • 2 giugno (Festa della Repubblica)
  • 15 agosto (ferragosto)
  • 1° novembre (Ogni Santi)
  • 8 dicembre (Immacolata)
  • 25 dicembre (Natale)
  • 26 dicembre (Santo Stefano)

Cosa spetta al lavoratore in queste giornate

La prossima festività del primo novembre è un lunedì, tanto è vero che si parla di ponte del primo novembre dal momento che molti saranno i lavoratori che collegando sabato, domenica e lunedì, faranno un week end lungo di riposo. Come detto prima, difficile che una badante riesca ad ottenere questa tre giorni di riposo, prima di tutto perché il sabato è lavorativo per mezza giornata, e poi perché l’oggetto del suo lavoro, cioè l’assistenza dell’anziano, non può fermarsi come detto in premessa.

In linea generale comunque, al lavoratore in queste giornate festive, compreso il primo novembre, spettano il riposo, o in alternativa, la retribuzione in base alla modalità in cui il lavoratore viene pagato.

Nel settore per capire come sia giusto essere pagati se al lavoro il primo novembre come in qualsiasi altra festività, bisogna fare una distinzione tra lavoratore che percepisce una retribuzione mensile e quello che invece riceve una paga oraria.

In caso di riposo concesso nel festivo, il lavoratore ha diritto alla stessa retribuzione di qualsiasi giornata lavorativa dell’anno. Solo in caso di festività domenicale, come per esempio la Pasqua, si entra nel campo della festività non goduta ed al lavoratore spetta un surplus pari ad 1/26 di stipendio mensile. In alternativa al surplus di stipendio, il datore di lavoro può dare al dipendente un giorno di riposo in più la settimana successiva, come un recupero. Tutto questo nel caso di lavoratore con paga mensile.

Per i lavoratori con stipendio orario invece, nessuna distinzione tra festività ricadenti la domenica e festività ricadenti in giorni feriali. Il lavoratore va retribuito sempre con l’aggiunta di 1/6 della paga oraria settimanale.

Nel caso in cui il lavoratore, come spesso accade, lavora durante il girono festivo, al lavoratore spetta lo stesso la festività come non goduta, ed in più, ha diritto a ricevere lo stipendio (orario o giornaliero) per le ore effettivamente lavorate con maggiorazione del 60%.

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