Ben 383 euro al mese alle mamme 2023, ecco cosa fare

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Come ottenere l’assegno di maternità dai Comuni e come presentare l’istanza.
maternità dei Comuni

Se è vero che da marzo 2022 è stato introdotto l’assegno unico e universale sui figli a carico e sono state cancellate molte altre misure di welfare per la genitorialità, è altrettanto vero che premi, bonus e agevolazioni non mancano per le famiglie con un lieto evento nel 2023. Spesso Regioni, Comuni o altri Enti diversi dallo Stato, offrono premi alle nascite. In primo luogo per dare sostegno alle famiglie che affrontano le inevitabili spese relative alla nascita. Ma anche come incentivo alla natalità, dato che uno dei problemi più grossi in Italia è proprio la scarsa natalità. Per esempio, nonostante la rivoluzione delle misure di welfare per le famiglie, sopraggiunta con l’assegno unico, resta perfettamente fruibile per alcune mamme, l’assegno di maternità dei Comuni.

Dall’assegno unico alla maternità dei Comuni

L’assegno unico e universale sui figli a carico ha preso il posto di bonus bebè, premio alla nascita, assegni per il nucleo familiare e perfino per le detrazioni fiscali sui carichi di famiglia. Ma non ha toccato per niente il premio che comunemente molte mamme in questi anni hanno ricevuto dopo la nascita di un bambino. Si chiama maternità dei Comuni. Il Dipartimento Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso, per il 2023, di corrispondere come assegno di maternità dei Comuni, la cifra di 383,46 euro al mese alle mamme che partoriscono nel 2023. Un premio che vale per 5 mesi e che è pagato in unica soluzione ed una tantum e cioè vale esattamente 1.917,30 euro. Ma solo alle madri che hanno un ISEE del nucleo familiare pari o inferiore a 19.185,13 euro. E solo a madri che non hanno la tutela obbligatoria, cioè che non godono della maternità ordinaria.

A chi spetta l’assegno di maternità dei Comuni da 1.917,30 euro

maternità mamme


L’assegno è una prestazione di natura assistenziale introdotta dall’articolo n° 74 del Decreto legislativo n° 151 del 2001. Viene erogato dai Comuni per le nascite, gli affidamenti pre-adottivi e le adozioni
senza affidamento avvenuti nell’anno di riferimento alle madri prive di tutela previdenziale
obbligatoria. La domanda al Comune va presentata entro sei mesi dalla sopravvenuta nascita. Poi è l’INPS che paga materialmente l’assegno. Ripetiamo che si tratta di un bonus che spetta alle madri prive di altre tutele e quindi a donne non occupate o occupate ma senza il diritto all’assegno di maternità ordinaria.

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