Canone Rai: una idea per non pagarlo in maniera legale

Il canone Rai non sarebbe dovuto se al posto del tradizionale televisore, si usasse una novità di un giovane imprenditore trentino.
canone rai

Una novità nata dalle idee innovative di un imprenditore italiano potrebbe essere la soluzione utile si contribuenti, a divincolarsi da una tassa annualmente dovuta. La tassa in questione è il canone Rai e la soluzione è quella introdotta da Lorenzo Modena, un giovane imprenditore di Trento.

Un tablet di 43 pollici la soluzione

Innanzi tutto una premessa. La soluzione sarebbe perfettamente legale e non c’è alcuna truffa, frode o azione illecita. Il canone Rai non andrebbe pagati perché è la normativa vigente a prevederlo. Tutto ruota intorno al dispositivo utilizzato. 

Il giovane imprenditore dire del Trentino Alto Adige non ha fatto altro che creare un grande tablet. Infatti utilizzando questo apparecchio al posto della classica TV, si potrebbe diventare esentati dal pagamento del canone Rai. 

Canone Rai, tra possesso TV, onde radio e Internet

Di questa novità che potrebbe far risparmiare soldi ai contribuenti, ha parlato abbondantemente il quotidiano il Giornale che ha riportato anche ciò che ha detto il giovane imprenditore. Il canone Rai si paga in base al possesso del televisore e non perché si guarda la TV.

Ma la normativa vigente sottolinea come occorra possedere un apparecchio dotato di sintonizzatore radio affinché si debba pagare obbligatoriamente il canone Rai.

Se invece si sfrutta la rete e le trasmissioni in streaming, nonostante si vedano i canali tipici della televisione canonica, pur con palinsesti diversi o assenti, non essendoci allaccio a nessuna antenna, il canone non andrebbe pagato. 

E il grande tablet di cui parla l’imprenditore, farebbe proprio al caso. L’idea dell’imprenditore non scaturisce dalla volontà di trovare una soluzione a dribblare il canone Rai. Questo infatti è un effetto della novità, non certo il motivo per cui la novità ha trovato i natali. 

Le parole del dottor Modena

La legge da cui tutto scaturisce è stati citata dallo stesso imprenditore trentino che ha messo sul suo portale ufficiale il testo intero della normativa, a scanso di equivoci.

“La legislazione è molto chiara anche se c’è molta confusione quando si parla di canone perché in molti pensano che sia una tassa sul possesso ma non è cosi: sul nostro sito abbiamo messo in grande evidenza la normativa nel dettaglio citando tutte le fonti e spiegando come funziona il nostro dispositivo.

In buona sostanza, il pagamento del canone Rai è dovuto esclusivamente su dispositivi dotati di sintonizzatori radio, quindi di un dispositivo elettronico al proprio interno che consente di ricevere il segnale televisivo sotto forme di onde radio.

Non è così nel nostro caso: così come il canone non si paga per gli smartphone, non si paga per i proiettori, per gli schermi, per i computer e per i tablet, non si paga nemmeno per il nostro dispositivo che è privo di sintonizzatore radio, è come se fosse un grande tablet a 43 pollici”, questa la presentazione della novità da parte del giovane.

Tutto parte dal fatto che la modalità con cui gli utenti oggi guardano la TV è cambiata. Gli orari fissi dei programmi, i palinsesti e così via, sono cose superate dal momento che adesso ci sono programmi e servizi che permettono di vedere ciò che si vuole quando si vuole. E questo è ciò che si può fare con il dispositivo che ha inventato l’imprenditore, alla stregua di PC, tablet classici, smartphne e device di questo genere.

“La tv, nella sua versione originale, monta un sistema operativo che è Android: si accende e ci si trova di fronte la schermata con le applicazioni con tutte le app con le quali si è abituati sul tablet quindi Netflix, YouTube, Dazn, che da settembre avrà tutta la serie A. Questo dispositivo servirà non soltanto per non pagare il canone ma per guardare anche il calcio. Il segnale è quello della rete internet, basta un Wi-fi in casa e si ha accesso a tutto il mondo delle app”, questa la dettagliata descrizione del grande tablet che l’imprenditore trentino ha forgiato e che ai vantaggi prima descritti, con i programmi On Demand, avrà anche il non certo trascurabile vantaggio di non far pagare il canone Rai.

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