Decreto Sostegni bis: le novità su prestiti e mutui garantiti dallo Stato per le partite IVA

Il Dl Sostegni bis prevede la proroga delle moratorie ma anche l’abolizione del tetto degli interessi e una garanzia pubblica minore sui prestiti.
Nuovo Rem

Il Dl sostegni bis, per cui si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale riserva diverse novità, anche poco piacevoli sui prestiti garantiti dallo Stato per imprese e partite IVA.

La novità che non piace alle partite IVA riguarda l’eliminazione del limite massimo degli interessi praticati dalle banche sui prestiti garantiti dallo Stato, pari al 2% e concernenti il tetto massimo di 30.000 euro.

Poco gradita alle imprese, anche la percentuale di garanzia dello Stato che passa dal 90% all’80% per i finanziamenti superiori a 30.000 euro. Il calo riguarda anche quelli pari o inferiore a 30.000 euro, per i quali la percentuale scende dal 100% al 90%.

Per i prestiti già concessi da Sace e dal fondo per le Pmi (superiori a 30 mila euro) la percentuale resta invariata; in particolare essa è pari al 90% per gli ammontari garantiti dal fondo per le Pmi. La conferma della percentuale garantita al 90% vale anche per le operazioni di ristrutturazione.

Tuttavia, esiste anche una buona notizia per le imprese e partite IVA, ovvero l’estensione della garanzia dello Stato da 6 anni a 10 anni.

Per quanto concerne le moratorie, ovvero la sospensione del pagamento a rate, il blocco è stato prorogato di sei mesi, dal 30 giugno al 31 dicembre 2021. Il decreto Sostegni bis limita alla sola quota di capitale la moratoria. Quindi, dal 1° luglio le imprese torneranno a restituire agli istituti di credito la quota della rata relativa agli interessi, con la possibilità che rappresenti fino al 60% dell’importo complessivo della rata nel caso di piano di rimborso in fase iniziale.

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