Fondo perduto autonomi: quando arrivano i bonifici?

Tutto tace e dopo il 16 giugno sembra passerà senza bonifici anche la date del 23 giugno.
fondo perduto

Sicuramente molto attesi, i bonifici automatici a sostegno delle attività di lavoro autonomo gravemente colpite dalla c risi economica, come previsto dal decreto Sostegni, tardano ad arrivare. Inizialmente era previsto per il 16 giugno l’avvio dei pagamenti. Data che è saltata, perché nessuno ha ricevuto il bonifico automatico spettante.

E pure il 23 giugno dovrebbe passare senza soldi, dal momento che dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze notizie ufficiali non arrivano. Ciò che fa specie è il fatto che come al solito il provvedimento era accompagnato da dichiarazioni di immediata disponibilità dei soldi, di bonifici rapidi e così via. Parole che non hanno trovato corrispondenza nella realtà dei fatti.

Contributi a fondo perduto fermi

Parliamo dei contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni, quelli che hanno cambiato anche il perimetro di calcolo delle perdite di esercizio utili alla fruizione del beneficio. Infatti si è passati a calcolare le perdite sul fatturato degli ultimi 12 mesi.

Nonostante la decisione di lasciare all’automatismo per i vecchi beneficiari, a partire dallo stesso Iban dei precedenti incassi, la procedura si è evidentemente inceppata. Ed i motivi non sono noti a nessuno perchp come detto nessuna notizia ufficiale è fuoriuscita.

Al momento notizie di bonifici partiti non ne abbiamo, neppure per quelli che hanno presentato domanda la prima volta perché precedentemente esclusi dal beneficio che non considerava le perdite nei 12 mesi come correttivo sopraggiunto.

Le richieste degli operatori del settore

Da indiscrezioni sembra che siano partite le richieste da parte dei diretti interessati e delle associazioni di categoria che chiedono spiegazioni e soprattutto date certe. Infatti oltre alla data di accredito dei bonifici automatici previsti, si chiede quando saranno valutate le domande nuove presentate da chi ha richiesto la prima volta il beneficio.

Perché se da un lato mancano gli accrediti, da un altro lato mancano anche le risposte alle domande inviate, sia di accettazione che di respingimento delle istanze.

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