Fondo perduto lavoro autonomo e partite Iva nel Sostegni bis: cambiano le regole

Cambia il piano di aiuto per le attività colpite dalle chiusure e con calo di fatturato, arriva un doppio binario.
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Ed anche il decreto Sostegni bis, quello che presto dovrà essere emanato avrà al suo interno provvedimenti, indennizzi e bonus per i lavoratori autonomi colpiti dai lockdown e dal calo di fatturato a causa dell’emergenza sanitaria.

A dire il vero tutto il decreto Sostegni sarà indirizzato proprio verso le attività produttive, tanto è vero che nonostante sia il solito contenitore di misure a sostegno anche di lavoratori dipendenti, famiglie e poveri, c’è chi sembra propendere per ribattezzarlo decreto Imprese.

Tra i provvedimenti che senza dubbio faranno capolino del testo, come si evince dalla bozza che già circola in rete, c’è il contributo a fondo perduto per le imprese e le partite Iva. Si tratta dell’ennesimo contributo previsto per quelle attività che prima con i vari lockdown e poi con coprifuochi e regole restrittive, hanno visto un netto calo di ricavi e fatturati.

Il contributo a fondo perduto non è una novità perché lo aveva previsto già il decreto Sostegni uno ed era già stato erogato lo scorso anno con gli altri decreti emergenziali del 2020. Adesso però si cambia, allargando il campo dei beneficiari e offrendo anche due soluzioni a scelta da parte di queste attività, molte delle quali per poco non sono riuscite a rientrare nei provvedimenti precedenti.

Il nuovo fondo perduto per le aziende

Non rientrare nel contributo a fondo perduto perché non si è subito un calo di fatturato pari o superiore al 30% è uno dei fattori che maggiormente hanno escluso alcuni imprenditori dal beneficio già previsto dal decreto Sostegno uno.

Le segnalazioni di quanti hanno riscontrato un calo di fatturato di pochi decimi sotto il 30% utile a fruire degli aiuti sono molteplici. E probabilmente le voci sono arrivate anche ai legislatori che con il nuovo decreto hanno cambiato rotta, introducendo un doppio binario per questo contributo che adesso viene riproposto nel decreto Sostegno bis, almeno stando alla bozza dello stesso decreto.

Prima di tutto per chi è entrato nel beneficio precedente, quello del primo decreto Sostegno, non ci sarà bisogno di una nuova domanda, essendo appurato il calo di fatturato utile alla fruizione anche del secondo giro di aiuti del decreto Sostegni bis. Pertanto, i beneficiari delle misure di sostegno economico del precedente decreto Sostegni, dovrebbero riscuotere lo stesso importo loro riconosciuto in precedenza in via automatica.

Il secondo binario previsto per le imprese

La novità è il cambio di periodo entro cui dimostrare di aver subito il calo di fatturato. La percentuale del 30% resta tale, ma il periodo di riferimento cambia. Infatti il calo deve essere registrato tra il periodo compreso tra il 1° aprile 2020 ed il 30 marzo 2021, ed il precedente periodo compreso tra il 1° aprile 2019 ed il 31 marzo 2020.

Una soluzione utile a tagliare fuori dal calcolo i primi mesi del 2020, quelli pre-pandemia che per molte attività hanno prodotto quel surplus di fatturato che li ha tagliati fuori dai precedenti provvedimenti.

Non è difficile infatti che qualcuno escluso precedentemente dal beneficio adesso vi rientrerà. Nel primo decreto Sostegno il calo di fatturato era riferito al periodo intero 2020 rispetto al periodo intero 2019. Ma come detto, ci sono i primi mesi 2020 in cui la pandemia non era ancora arrivata in Italia e la normalità era ancora tale.

Il cambio di rotta agevolerà comunque anche chi ha già percepito il precedente aiuto nel decreto Sostegni uno. Infatti per coloro i quali alla luce del nuovo periodo di osservazione per il calo di fatturato, ha perso di più rispetto al dato 2020 rispetto al 2019, con il fondo perduto del decreto Sostegni bis risceverà anche la differenza.

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