Il disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026, prevede che la soglia per accedere al regime forfettario ai fini delle imposte sui redditi passi da 85.000 a 100.000 euro. Ai fini dell’esenzione dall’IVA, invece, la soglia resta a 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea. Non è ancora legge: il testo deve essere approvato dal Parlamento entro fine anno e può cambiare.
Cosa dice il comunicato del Governo
Il comunicato del Consiglio dei ministri afferma che «la soglia per l’accesso al regime forfetario ai fini delle imposte sui redditi passa da 85.000 a 100.000 euro» e che «ai fini dell’esenzione dall’IVA la soglia resta a 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea». Il testo del disegno di legge non è ancora pubblico, quindi i dettagli operativi (decorrenza, regole di uscita) sono da verificare.
Il nodo dell’IVA
Il tetto europeo per la franchigia IVA delle piccole imprese è fissato a 85.000 euro dalla direttiva UE 2020/285. Finché Bruxelles non autorizza un limite più alto, chi si colloca tra 85.000 e 100.000 euro potrebbe restare nel forfettario per le imposte sui redditi ma dover applicare comunque l’IVA. È un’interpretazione da confermare quando sarà disponibile il testo della norma.
Cosa vale oggi
Finché la norma non è approvata restano le regole attuali:
- 85.000 euro: se si supera il limite nel corso dell’anno, si esce dal regime dall’anno successivo;
- 100.000 euro: se i ricavi o compensi superano questa soglia in corso d’anno, l’uscita è immediata, nello stesso anno.
Cosa succede se si superano i 100.000 euro
La norma antielusiva introdotta dalla legge di Bilancio 2023 ha effetti diversi su IVA e imposte:
- IVA: si applica a partire dall’operazione che fa superare la soglia. La fattura che porta i ricavi oltre i 100.000 euro va emessa con IVA sull’intero importo, mentre le precedenti restano valide senza IVA;
- IRPEF: l’uscita vale per l’intero anno, quindi tutto il reddito è tassato con le aliquote ordinarie e non con l’imposta sostitutiva;
- ritenuta d’acconto: sulle fatture successive allo sforamento si applica, di solito, la ritenuta del 20%, e tornano gli obblighi di contabilità.
Se il superamento passa inosservato e si continua a fatturare senza IVA, le fatture vanno corrette con note di credito e poi con una nota di debito per l’IVA del 22% non addebitata.
Cosa fare nel frattempo
Chi è vicino alla soglia dovrebbe monitorare i ricavi mese per mese e non fare scelte irreversibili, come chiudere la partita IVA o cambiare regime, prima dell’approvazione definitiva. Per le altre misure della manovra leggi la guida alla Legge di Bilancio 2027, e sui controlli del Fisco gli articoli sui 3 milioni di lettere dell’Agenzia delle Entrate e su come comportarsi con le lettere di compliance.
Articolo aggiornato al 3 novembre 2026. La misura è nel disegno di legge ma non ancora approvata: per il tuo caso specifico confrontati con il commercialista.
Fonti ufficiali: Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026, Governo.it · Circolare n. 32/E del 2023, Agenzia delle Entrate (regime forfettario).